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La Chouffe Blonde: un’ iconica bionda belga ideale per l’Estate

La Chouffe Blonde è ormai una birra iconica, con il distintivo gnomo sull’etichetta. Prodotta dalla Brasserie d’Achouffe nelle Ardenne (Belgio), nonostante la facile reperibilità e il costo contenuto, rappresenta a mio parere una piacevolissima Belgian Ale di buona qualità.

CENNI STORICI

Nata come piccola produzione artigianale nel 1982 ad opera dei due cognati, Pierre Gobron e Christian Bauweraerts, fu poi prodotta su scala decisamente più ampia a causa dell’elevato successo immediatamente riscontrato. La Chouffe Blonde è una birra bionda ad alta fermentazione,non pastorizzata e non filtrata. La gradazione alcolica è dell’8% vol. Per la sua realizzazione viene impiegata acqua pura della sorgente di Cedrogne, nonché luppoli di qualità Saaz e Styrie. Nonostante la moda di tante sperimentazioni in corso negli ultimi anni, La Chouffe non è mai cambiata, pur avendo ampliato il proprio parterre con differenti espressioni. Ad oggi, oltre all’originaria bionda, esistono la Mc Chouffe (ambrata), la N’ice Chouffe (versione natalizia, aromatizzata con timo e curacao), nonché la Houblon Chouffe, una Indian Pale Ale.

Cercherò di esaminarle tutte un po’ alla volta, per l’N’ice Chouffe bisognerà aspettare, dato che viene prodotta annualmente a partire dal primo dicembre ed è disponibile solo in periodo invernale. Per ora, procedo alla disamina della classica.

NOTE DEGUSTATIVE

Aspetto: Oro chiaro, con schiuma densa e compatta, di elevata persistenza.

Olfatto: Pulito e fresco, con piacevoli sentori di agrumi (scorzetta d’arancia),mela, fiori di campo e distinta nota di coriandolo. Di sfondo, una piacevole banana matura. Gradevole albicocca. Da contraltare a un olfatto prevalentemente dolce, un tocco di rosmarino.

Palato: Intensità media, risulta essere molto fresca e vivace, piacevolmente estiva. Ritorna la speziatura contraddistinta dal cardamomo e dal coriandolo, cui ben si abbina la banana (stavolta acerba) e il tocco agrumato di cui prima, senza trascurare una gradevole albicocca sotto-spirito. Sorprendentemente beverina, nonostante la gradazione che, a primo acchitto, potrebbe intimorire e lasciar pensare a una birra decisamente più forte.

Finale: Media lunghezza, prevalentemente innestato su dolci note fruttate senza dimenticare un piacevole tratto erbaceo dovuto al rosmarino.

GIUDIZIO FINALE

Una birra molto vitale e fresca, decisamente estiva e con un carattere distintivo. Non particolarmente complessa, ma resta sempre un classico con cui trovare conforto a giornate afose come quelle che stiamo vivendo in questi mesi. Ideale da sola, non stona affatto con piatti di carne, siano essi hamburgher o bistecche o, volendo, in abbinamento a pietanze di pesce (insalata di mare). Non ultimo, degno complemento a una valida pizza bianca.

Giuseppe Napolitano

Oltre all'immensa passione per il beverage, sfociata nella realizzazione del blog "Il Bevitore Raffinato",Giuseppe Napolitano è anche un avido lettore, amante del cinema, dei viaggi (non solo in ambito di ampliamento delle sue conoscenze sul tema beverage) e dell'informatica. E' impegnato nel sociale, essendo dapprima Socio del Rotaract Club Nola-Pomigliano d'Arco (di cui è oggi Socio Onorario, dopo un passato di affiliazione attiva) e, ora, Socio del Rotary Club omonimo. Ha fatto parte della giuria del premio "Whisky & Lode" del Roma Whisky Festival, la kermesse romana dedicata interamente al Whisky. Non ultimo, il suo spazio è annoverato tra le risorse online consigliate in due testi (tradotti in Italiano), tra quelli di maggior interesse per gli appassionati: "Degustare il Whisky di Lew Bryson e "Guida Completa al Whisky di Malto" di Micheal Jackson.