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L’Italia verso la nuova legge elettorale. Cosa cambia?

di Francesco Mazzoca. Con 375 voti a favore e 215 contrari il disegno della nuova legge elettorale ha ricevuto l’approvazione della Camera dei Deputati, e ora si attende il secondo sì, quello del Senato. Tre le proteste di alcuni partiti, soprattutto quelle del Movimento Cinque Stelle, la nuova legge elettorale definita “Rosatellum” (dal nome del capogruppo PD Ettore Rosati) è stata approvata alla Camera grazie al voto favorevole del Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord e altri partiti minori.

Cosa prevede la nuova legge elettorale? Innanzitutto il sistema proposto dal testo che è stato licenziato dalla Camera prevede un sistema misto, tra maggioritario e proporzionale: un terzo dei parlamentari è eletto attraverso i collegi uninominali, nei quali conquista il seggio il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti (basta anche un voto in più rispetto agli altri candidati), mentre il restante due terzi sarà eletto attraverso il metodo proporzionale. I 630 seggi della Camera sarebbero ripartiti in 232 eletti attraverso i collegi, mentre i restanti 386 in collegi plurinominali; al Senato il rapporto tra rappresentanti eletti con metodo maggioritario e quelli eletti con il sistema proporzionale sarebbe di 102 a 207. Per la circoscrizione estera la divisione è di 12 deputati e 6 senatori. Altra novità è che non c’è nessuna traccia della possibilità di esprimere libera preferenza da parte degli elettori. Infatti, all’interno dei collegi plurinominali le liste sono bloccate, per cui verranno eletti proporzionalmente i parlamentari in base alla posizione che occupano nella lista. I listini sono essenzialmente corti, cosa che dovrebbe evitare la “dispersione” del voto verso il partito o la colazione, e garantire un minimo di collegamento con i candidati presenti all’interno della lista. Da sottolineare che il candidato nel collegio uninominale può essere sostenuto da un’intera coalizione. Oltre alla limitazione delle libertà di scegliere il proprio candidato, è stata eliminata la possibilità di esprimere il voto disgiunto, cosa invece presente nel precedente sistema definito “Mattarellum”. La scheda, infatti, sarà unica e non permetterà di esprimere un voto diverso tra candidato al collegio uninominale e liste di partiti nei collegi plurinominali, col risultato che l’elettore in questo caso sarà costretto a votare la coalizione di partiti collegata al candidato per il quale ha votato nel collegio uninominale. Per quanto riguarda la soglia di sbarramento, essa sarà fissata al 3% per i singoli partiti, mentre per le coalizioni arriva al 10%.

Questa legge elettorale è stata accompagnata da molte polemiche, in particolar modo per laselta della maggioranza di porre la fiducia su una delle leggi basilari che regolano la democrazia. Il meccanismo che permette di tradurre i voti in seggi parlamentari non è altro che la regola principale del sistema democratico. Caratterizzare questa decisione con un meccanismo di “forzatura” come quello della fiducia, che in un certo senso obbliga a votare favorevolmente per evitare catastrofi politiche, è sintomo di ridotta libertà di scelta da parte dei parlamentari, riduzione che si è trasferita nel merito della stessa legge, togliendo ai cittadini la possibilità di poter scegliere liberamente i singoli candidati per i quali votare.