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Sport a pezzi: morto Kobe Bryant in un incidente

Tragedia nel mondo dello sport. Una notizia sconvolgente e inaspettata, oltre che straziante: Kobe Bryant è morto. La stella NBA è deceduta in conseguenza di un incidente in elicottero in California. Dopo la morte del presidente del Leicester, quindi, un altro incidente in elicottero è costato la vita ad una personalità dello sport, questa volta del mondo del basket. Un’icona che apparteneva non solo al panorama cestistico ma al mondo dello sport tutto.

Kobe era a bordo di un elicottero privato, secondo quanto riportato da TMZ, si stava probabilmente dirigendo ad un allenamento ma alcune parti del velivolo avrebbero cominciato a non funzionare. Lo schianto è avvenuto nella contea di Los Angeles e tra le 9 persone a bordo c’era anche la figlia di 13 anni Gianna Maria. Assieme ai due Bryant, morti altri civili ed il pilota. Il mezzo si stava dirigendo verso la Mamba Academy, la struttura creata proprio da Kobe. La piccola Gianna Maria era un astro nascente del basket femminile. Kobe si muoveva spesso con il suo elicottero privato, nel 2010 la rivista GQ infatti scriveva : “dato il suo dito rotto, le sue fragili ginocchia, la sua schiena e i suoi piedi doloranti, per non parlare della sua agitazione cronica, Bryant non riesce a stare seduto in macchina per più di due ore”.

Bryant, asceso all’Olimpo del basket internazionale e americano assieme a Michael Jordan e LeBron James, si era ritirato nel 2015. Vissuto in Italia dai 6 ai 13 anni, ha seguito il padre giocatore nei diversi trasferimenti cominciando anche a giocare a basket, prima di trasferirsi stabilmente negli States. La sua carriera è legata indissolubilmente ai Los Angeles Lakers con i quali in in 20 anni ha vinto 5 titoli, mentre con la nazionale ha ottenuto per due volte la vittoria della medaglia d’oro alle Olimpiadi. Soprannominato “Black Mamba” (un tipo serpente), dopo il ritiro ha anche scritto alcuni libri. La lettera d’addio al basket è stata la base per un cortometraggio animato, “Dear Basketball”  vincitore di un premio Oscar. Aveva 41 anni ed era tifoso del Milan.