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In Italia il 10% degli studenti pensa che l’omosessualità sia un errore

Uno studente su tre considera l’omosessualità qualcosa di sbagliato, è lo spaccato dell’Italia che esce da una ricerca di Gay Help. Il 10% pensa invece che sia una malattia o un peccato, mentre 3 su 10 non vogliono neppure sedersi accanto a un coetaneo gay o lesbica. Sono i risultati di una ricerca effettuata tra i ragazzini dai 13 ai 19 anni a pensarla così in 80 scuole, licei e istituti tecnici. Nel 2016 è entrata in vigore in Italia la “legge Cirinnà” sulle unioni civili ma i casi di bullismo e discriminazione ai danni di omosessuali sono ancora molti: il 30% dei ragazzi infatti racconta che subiscono provocazioni e atti di bullismo, che vengono isolati ed emarginati, il 34% ammette di non volere in stanza durante le gite scolastiche compagni omosessuali, mentre il 40% dei maschi e il 60% delle donne afferma di non aver problemi ad avere con un amico omosessuale. Altre ricerche dell’associazione invece affermano che (su un campione di circa 20mila persone) il 28% del totale ha subito minacce o ricatti, mentre il 15% mobbing (clicca QUI per scoprire cos’è) sul luogo di lavoro.

30 anni fa l’omosessualità è stata esclusa dall’elenco delle malattie mentali, nel 2004 si è svolta la prima Giornata Mondiale contro l’Omofobia, nel 2007 invece è stata ufficializzata anche dall’Unione Europea. Si festeggia proprio il 17 maggio, i dati però ci dicono una cosa incontrovertibile: c’è ancora tanto da fare.