Input your search keywords and press Enter.

Italia e Internet, la situazione migliora nonostante i tecnoesclusi

Quasi un italiano su tre non ha mai effettuato un accesso a Internet nel corso del 2015, eppure la fotografia che arriva dalla ricerca di Observa è a tinte positive: il dato infatti è in continua diminuzione, anche grazie all’ampliamento delle offerte per la navigazione a casa.

Fa un effetto molto strano scoprire che in Italia c’è quasi il 28 per cento di persone che non si connette mai a Internet; eppure, è questo il risultato di una recente ricerca condotta dalla società Observa Science in Society, che ha elaborato dati Istat ed Eurostat per fotografare l’Italia offline, svelando appunto che quasi un italiano su tre non conosce o non apprezza i vantaggi della Rete. Eppure, si legge ancora nel report, la situazione è in netto miglioramento rispetto ad appena cinque anni fa.

Aumenta il numero di connessioni. Basta infatti dare uno sguardo alla serie storica dell’Eurostat per renderci conto di come dal 2010 a oggi si siano comunque compiuti degli importanti passi in avanti: in quell’anno, infatti, la percentuale di italiani che non aveva mai utilizzato Internet nei 12 mesi precedenti raggiungeva la quota (elevatissima) del 41 per cento. In questi anni, dunque, abbiamo recuperato 13 punti percentuali: vale a dire che sempre più connazionali si stanno connettendo. Merito anche di aziende come Eolo, che con le sue offerte internet casa ha abbassato i costi per le famiglie e reso più veloce la navigazione.

La classifica europea. Se questa è la nota positiva, molte invece sono quelle a tinte più scure: il 28 per cento di “tecnoesclusi” fa infatti sprofondare l’Italia nella classifica europea dei cittadini più connessi, nella quale occupiamo le posizioni sul fondo insieme a Portogallo, Grecia, Romania e Bulgaria. Di tutt’altro segno le prestazioni dei Paesi del Nord, come Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia, dove invece la Rete ha una maggiore capillarità.

Alcuni di questi Stati, poi, hanno registrato performance di crescita davvero notevoli: è il caso della Romania, che è scesa dal 57 per cento di persone offline del 2010 al 32 per cento odierno, o della Grecia, che invece è passata dal 52 al 30; i Paesi Bassi, invece, hanno dimezzato i tecnoesclusi (già pochi nel 2010, appena l’8 per cento, e oggi invece il 4) mentre il Lussemburgo ha quasi azzerato questa quota (dall’8 per cento al 2).

Come si usa Internet in Italia. Differente è anche l’utilizzo che della Rete si fa in Italia e all’estero: nel resto d’Europa, infatti, Internet serve principalmente per cercare notizie (54 per cento degli utenti), con punte elevatissime per questo scopo in Finlandia (84 per cento), Lussemburgo (82 per cento) ed Estonia (80); l’Italia, invece, in questo ramo è all’ultimo posto, perché solo il 37 per cento dei naviganti si serve del Web per trovare informazioni. Nel nostro Paese, invece, sono i social network a farla da padrone, con il 38 per cento delle connessioni (insieme alla lettura di enciclopedie digitali come Wikipedia), seguite appunto dalle news e dalla condivisione social di foto e video (22 per cento), mentre valori più bassi si registrano per ricerca di nozioni di tipo medico e utilizzo di servizi di ecommerce.

Come battere la tecnoesclusione. Chi accede alla Rete in Italia, dunque, in realtà non naviga molto e si sofferma per lo più su siti ben specifici e orientati a una specifica attività (e con applicazioni più ludiche e da tempo libero). Secondo Observa, anche questo è un indice di “tecnoesclusione”, un problema ancora difficile da estirpare perché collegato a una certa resistenza alle novità che fa parte del nostro Paese, e che a sua volta si lega anche a fattori come età (i più giovani sono anche i più curiosi e attenti) e a istruzione (il 65 per cento dei laureati, ad esempio, si dimostra totalmente aperto alle novità contro un 16 per cento di chi è fermo alla licenza elementare).