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Il premier Conte annuncia nuove restrizioni: “chiusi bar, ristoranti e tutti i locali non di necessità”

Il coronavirus è ufficialmente una pandemia, l’epidemia ormai è incontrollata e diffusa su vastissima scala nel mondo. In sostanza non cambia molto, la risposta che il mondo dovrà darà però dovrà essere forte. L’Italia lo sta già facendo, assieme a Corea del Sud, Iran e Cina, è lo Stato che più sta lottando contro il virus. Mentre la Cina sembra trovare una via di uscita, l’Italia pare aver appena cominciato il suo percorso che, se verranno rispettate le misure prese, troverà un felice esito. In serata il premier Giuseppe Conte ha comunicato nuovi sviluppi:

È il momento di compiere un passo in più, quello più importante. L’Italia sarà di nuovo unita ma ora dobbiamo fare un passo in avanti: chiudiamo tutti i negozi che non siano quelli di prima necessità. Restano aperti supermercati, farmacie, parafarmacie, ma chiudiamo bar, ristoranti, parrucchieri, mense che non possono garantire la distanza di un metro. Non accalcatevi ai supermercati, ci saranno scorte alimentari per tutti, in più i negozi chiusi avranno possibilità di fornire a domicilio. La produzione e l’agricoltura vanno avanti, così come tutti i servizi di prima necessità, ma sempre nel rispetto delle norme anti virus. Incentiviamo il lavoro agile, i congedi retribuiti, le ferie. Vi sto chiedendo un nuovo sacrificio, ma i risultati li vedremo fra un paio di settimane. A breve nominerò anche un commissario delegato per le strutture sanitarie, nella persona del Dottor Domenico Arcuri, con i compiti di gestire le strutture sanitarie e provvedere a crearne di nuove, oltre all’approvvigionamento di attrezzature per le terapie intensive. Il mondo ci sta guardando, siamo il primo Paese ad aver subito la forza del coronavirus in Europa, ma stanno vedendo anche la nostra forza. Vi ringrazio per i vostri sacrifici, ringrazio i medici, la protezione civile e tutti quelli che stanno lavorando per risolvere questa emergenza. Ogni di voi sta giovano dei sacrifici dell’altro. È importante per tutti noi seguire le direttive che abbiamo emanato. Ne usciremo.