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In Italia c’è stata una escalation di razzismo contro i cinesi per via del coronavirus

Il Coronavirus, o Covid-19, ha mietuto per ora circa 2500 morti su un totale di 79mila contagiati in tutto il mondo. Nonostante il tasso di mortalità assestato al 2% e il numero di guarigioni in rialzo (circa 23mila), l’allerta resta giustamente massima e, soprattutto dopo i vari focolai accesi in Italia, la paura ha ripreso a serpeggiare. L’Italia, dopo aver isolato il virus, è chiamata a rispondere alla diffusione veloce che sta avendo questo virus che dal Nord potrebbe coinvolgere altre regioni della Penisola. La psicosi dei cittadini è giustificata, starà ai Comuni ed alle Regioni placare gli animi e traghettare le persone verso la sicurezza. Ciò che è invece ingiustificabile è l’atteggiamento di molte persone nei confronti di cittadini cinesi sul territorio italiano. I casi di razzismo gratuito in italia, infatti, sono stati diversi e vergognosi.

Il 2 febbraio scorso un nugolo di militanti di Forza Nuova, in particolare a Como e Brescia, aveva affisso cartelli a varie attività cinesi invitando la gente a compiere il proprio “dovere morale” acquistando merce italiana e non cinese. Tuttavia, è stato più volte affermato che è improbabile che la contaminazione avvenga attraverso oggetti inanimati. Un raid che si è dimostrato quindi privo di fondamenta e addirittura fascista nei metodi di ghettizzazione delle minoranze presenti sul territorio.

Episodi simili si sono visti anche nel mondo della politica. Andrea Nadalini, consigliere comunale del comune friuliano di Codroipo in quota Fratelli d’Italia, sui suoi social aveva diffuso una scritta davvero fuori luogo: “Non stringete la mano a nessuno, il contagio è letale. Usate il saluto romano, antivirus e antimicrobi“. Frase ripresa da Ignazio La Russa (poi scusatosi) e da Vittorio Feltri su Twitter, il quale ha incalzato con “Da Lombardo devo ammettere che invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera, roba piccola in confronto al Corona“. Dichiarazioni che fanno il paio con i cori dei tifosi del Brescia che, in occasione del match casalingo contro il Napoli, hanno gridato in curva “Napoletano Coronavirus“.

Era inizio febbraio, invece, quando Luca Zaia, governatore del Veneto purtroppo colpito dal virus, chiedeva al ministero di poter isolare studenti e bambini cinesi per evitare contagi a scuola o, quantomeno, dare indicazioni sulla quarantena volontaria. A nulla, in ogni caso, valse il gesto di distensione del presidente Mattarella che pochi giorni dopo fece visita ad una scuola con bambini cinesi; poche ore dopo infatti un bambino di 8 mesi fu allontanato dalla sua scuola di Cerignola in attesa di un certificato medico.

Ben più violenta, invece, è stata l’aggressione subita da un cameriere filippino a Cagliari il 7 febbraio, insultato e picchiato solo perché scambiato per un cinese. Sono stati insultati anche i due turisti cinesi a Venezia con tanto di sputi, così come gli altri 3 cinesi aggrediti a Torino in due diverse occasioni in cui gli avventori (tra cui anche una donna) avrebbero vomitato offese e sferrato calci e pugni.

Non hanno sicuramente stemperato gli animi le parole (poi ritrattate) del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Niclo Scomparin, nel comune trevigiano di Casier, il quale aveva parlato di “onti cinesi venuti ad impestarci“. Sempre un politico di centro-destra, Sabina Venturi, consigliere comunale leghista di Gubbio ed insegnante, è stata protagonista di un’uscita a dir poco infelice. Commentando una fake news che parlava di un’allarme coronavirus sui barconi dei migranti, ha detto lo scorso 16 febbraio: “magari che ci metta lo zampino il coronavirus”.

Sono tanti, troppi e ingiustificati. La cura per questo virus che fa paura dovrebbe essere una sana dose di giusta informazione, solidarietà e calma. Chi ha il potere di coinvolgere le persone e cambiarne le opinioni dovrebbe pensar bene di non attizzare il fuoco e dare indicazioni utili. A volte i virus più letali sono proprio l’ignoranza e la paura.