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I barconi usati dai migranti per arrivare a Lampedusa sono stati incendiati

I vecchi barconi utilizzati dai migranti per arrivare a Lampedusa sono stati incendiati da ignoti. Le imbarcazioni erano state depositate in due zone dell’isola. I roghi hanno creato colonne di fumo nero altissime che hanno invaso l’intera isola. Alcuni giorni fa era stata vandalizzata anche la Porta d’Europa, l’opera del maestro Paladino divenuta simbolo della città destinazione dei flussi di migranti. Citato da La Sicilia, il sindaco Totò Martello ha affermato: “C’è una strategia precisa per destabilizzare Lampedusa. Si tratta di persone che non improvvisano ma che sanno come muoversi. Non so di chi si tratta, altrimenti li avrei già denunciati. Di sicuro dobbiamo mantenere alta la guardia. Lo Stato deve riaffermare la sua presenza sull’isola e lo deve fare anche attraverso azioni concrete“.

Nel frattempo si allarga il fronte europeo anti-immigrazione: altri 3 Stati nel Patto di Visegrad ed hanno detto no ai ricollocamenti obbligatori dei migranti sbarcati sulle coste europee. I 4 stati che già ne facevano parte (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), in aggiunta ai nuovi ingressi di Estonia, Lettonia e Slovenia, hanno inviato una lettera alla Commissione Ue. La linea degli Stati del Patto è chiara: nessun assenso a qualsivoglia ogni politica europea che preveda l’obbligo di accogliere migranti, la soluzione resta per loro quella di un miglior controllo delle frontiere esterne tramite Frontex o una gestione di ricollocazione su base volontaria.