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13 “impresentabili” per le prossime Regionali, 9 solo in Campania

Sono stati annunciati dalla Commissione Parlamentare Antimafia, presieduta dal deputato grillino Nicola Morra, gli impresentabili per le prossime elezioni. Sono 13 i candidati che per la Commissione devono essere esclusi, tutti dislocati tra 3 Regioni: Campania, Puglia e Valle d’Aosta. Alla Campania il “primato” negativo con ben 9 candidati considerati impresentabili. Spicca però un caso anomalo in Campania, ovvero quella di Flore Beneduce. A segnalarlo è La Repubblica: nell’elenco fornito dall’Antimafia non compare un altro caso campano di candidata già rinviata a giudizio con l’accusa di aver comperato i voti per le regionali. Flora Beneduce, consigliera uscente con Caldoro ma candidata ora in una lista per De Luca non è stata infatti dichiarata impresentabile per il codice di autoregolamentazione che prevede criteri più stringenti che esclude che il reato di voto di scambio “semplice” possa tramutarsi in un profilo di impresentabilità. Secondo l’analisi di Repubblica, quindi, “se gestisci il consenso con il metodo mafioso, scatta lo stop dell’Antimafia, se sei soltanto accusato di acquistare i voti, puoi in teoria continuare tranquillamente a candidarti e a farne mercato”.

CHI SONO?

CAMPANIA

  • Carlo Iannace (“De Luca Presidente”), sospeso a decorrere dal 31 marzo 2016 dalla carica di consigliere regionale, per via della condanna a 6 anni i di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni, in quanto dichiarato colpevole di peculato.
  • Sabino Basso (“Campania libera- De Luca Presidente”), imputato di riciclaggio, processo in corso davanti al Tribunale di Avellino;
  • Aureliano Iovine (“Liberaldemocratici Campania popolare moderati con De Luca”), imputato di associazione per delinquere di stampo mafioso, il fraudolento trasferimento di valori aggravato dal fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose, cinque imputazioni per truffa aggravata, dall’aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e dall’agevolazione delle associazioni mafiose, una tentata truffa aggravata dell’agevolazione della attività mafiosa. Si tratta di un soggetto rinviato a giudizio e il cui dibattimento è in corso davanti al Tribunale di Napoli.
  • Michele Langella (“Campania in Europa”), imputato di riciclaggio, processo in corso al Tribunale di Torre Annunziata.
  • Francesco Plaitano (“Partito Repubblicano Italiano”), già segnalato nel 2015 dalla Commissione antimafia della XVII Legislatura per violazione del codice di autoregolamentazione per la stessa condanna per estorsione, tuttora pendente, l’impugnazione è stata fissata per il 22 settembre 2020.
  • Orsola De Stefano (“Lega SalviniCampania”), imputata di concussione, con processo in corso al Tribunale di Avellino.
  • Maria Grazia Di Scala (“Forza Italia Berlusconi con Caldoro”), imputata anch’ella di concussione, con processo dinanzi ai giudici di Napoli.
  • Monica Paolino (“Forza Italia Berlusconi con Caldoro”), imputata di scambio elettorale politico-mafioso, moglie dell’allora sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, anch’egli a giudizio per analoghi reati con dibattimento in corso davanti al Tribunale di Nocera Inferiore.
  • Francesco Silvestro (“Forza Italia Berlusconi con Caldoro”), imputato di concussione, processo che va avanti al Tribunale di Napoli.

PUGLIA

  • Silvana Albani (“Puglia Solidale Verde” per Michele Emiliano Presidente), imputata dei reati di falsa perizia, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, e corruzione in atti giudiziari, aggravati dal fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose, con processo in corso a Catanzaro.
  • Vincenzo Gelardi (“Partito del Sud Meridionalisti Progressisti” per Michele Emiliano Presidente), imputato di plurimi reati di trasferimento fraudolento di valori aggravati dal fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose, con un processo di cui si occupano i giudici di Napoli.
  • Raffaele Guido (“Fiamma Tricolore” per Franco Piero Antonio Bruni Presidente), imputato di tentata violenza, lesioni e minaccia, aggravati dal fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose, con processo in corso a Lecce.

VALLE D’AOSTA

  • Si tratta dell’ex governatore della regione, Augusto Rollandin, che oggi corre con la formazione autonomista “Pour l’autonomiè”. L’ex presidente, Rollandin, per sei volte alla guida della Val d’Aosta, è stato condannato in primo grado nel marzo del 2019 nell’ambito del processo per un giro di corruzione, ed è stato sospeso dagli incarichi pubblici.