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Il Mezzogiorno e la crisi infinita del Sud Italia

Ancora una volta non è una fotografia positiva quella che emerge dal Rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno d’Italia, che mostra una situazione più che preoccupante che allarga sempre più il divario con il Nord del Paese. Si allunga quindi quella “questione Meridionale” alla quale nessun Governo riesce a porre un vero rimedio. Nel 2019 il Sud Italia entra, infatti, ufficialmente in recessione, mostrando un -0,2%, a fronte del +0,3% del Centro-Nord con una debole ripresa prevista per il 2020.

L’elemento più drammatico è la continua fuga di massa che ha portato lontano dalle proprie città più di due milioni di persone dal 2000 ad oggi; la metà di queste sono giovani laureati, o comunque istruiti, al di sotto dei 34 anni. E purtroppo, per il futuro la tendenza non è rosea: il Rapporto prevede infatti che nei prossimi 50 anni altri 5 milioni di persone abbandoneranno la loro terra, provocando un arretramento del 40 per cento del Pil.

Ad aggravare la situazione è il crollo degli investimenti pubblici, dell’industria e dell’agricoltura, a cui si aggiungono la scarsità di servizi ai cittadini, a partire da sanità e scuola. Timidi segnali positivi provengono solo dal settore terziario.

In questo contesto così negativo non mancano però punti di eccellenza ai quali aggrapparsi per dare prospettive di rinascita. Il settore della bioeconomia, ad esempio, vale già tra i 50 e i 60 miliardi di euro, equivalenti ad un peso tra il 15% e il 18% di quello nazionale, e ampi margini di crescita sono previsti. Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, è intervenuto sulla questione dichiarando che questa “è la radiografia di una frattura profonda, trascurata in decenni di investimenti pubblici per il Mezzogiorno“, ma che non deve “indurre allo scoraggiamento“, deve anzi “spingere a un impegno ancora maggiore che deve investire l’intero governo, a un’urgenza condivisa“. (il Sole 24 Ore)

Sulla stessa linea il premier Giuseppe Conte: “Se riparte il Sud riparte l’Italia. Non è uno slogan, ma una affermazione che nasce da una consapevolezza che deve guidare l’azione di governo”. (il Sole 24 Ore)

Sperando, ancora una volta, che qualcosa possa realmente cambiare.

Vincenzo Persico

Classe 1991, laureato in Economia Aziendale all’Università Federico II di Napoli ed Esperto Contabile. Interessi particolari : sport, politica e soprattutto economia. Si occupa per il giornale, in particolare, di Tributaria ed economia nazionale.