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“I Goonies”: quando l’adolescenza diverte, emoziona e insegna

I Goonies (The Goonies) è un film d’avventura del 1985 diretto da Richard Donner. La sceneggiatura è di Chris Columbus e fu ricavata da un soggetto di Steven Spielberg, produttore del film. La pellicola, considerata dalle generazioni anni ’80 una delle più simboliche del periodo, ha per interpreti principali Sean Astin (Michael “Mikey” Walsh), Josh Brolin (Brandon “Brand” Walsh), Jeff Cohen (Lawrence “Chunk” Cohen), Corey Feldman (Clark “Mouth” Devereaux), Jonathan Ke Quan (Richard “Data” Wang), Kerri Green (Andy Carmichael), Martha Plimpton (Stef Steinbrenner), John Matuszak (Lotney “Sloth” Fratelli), Anne Ramsey (Agatha “Mama” Fratelli), Robert Davi (Jake Fratelli), Joe Pantoliano (Francis Fratelli), Steve Antin (Troy Perkins), Curt Hanson (Signor Perkins) e Lupe Ontiveros (Rosalita). Il film vanta fra i riconoscimenti un premio Saturn Award (Migliore attrice non protagonista) ad Anne Ramsey ed un premio Young Artist Award (Migliore attore giovane) a Sean Astin.

TRAMA   Oregon, è estate nella cittadina di Astoria. Per i Goonies, un gruppo di ragazzi del quartiere di Goon Docks, è un momento tragico. I ricchi signorini del “Club del Golf” hanno dato lo sfratto alle loro famiglie per radere al suolo il quartiere e costruire nuovi ed esclusivi campi da gioco. Per i ragazzi sembra ormai inevitabile dover dire addio alle case dove sono nati e cresciuti. Nel loro ultimo weekend insieme prima del sequestro ipotecario, i ragazzi trovano nella soffitta di uno di loro, Mikey Walsh, un’antica mappa del tesoro che sembra appartenuta a Willy l’Orbo, famigerato pirata spagnolo del XVII secolo. Spinti dall’entusiasmo della loro giovane età e dalla voglia di riscatto, il gruppo si avventura fra caverne irte di pericolosi trabocchetti ed inseguiti da una banda di criminali, I Fratelli, alla ricerca di un bottino che potrebbe salvare le loro case ed il loro futuro.

ANALISI DEL FILM Lo spettatore viene quasi subito catapultato nelle vicende familiari dei giovani protagonisti. Il regista, che sette anni prima (Superman) aveva diretto l’unico e solo uomo d’acciaio dentro e fuori dal set, Christopher Reeve (RIP), riesce a equilibrare rocambolesche fughe in un sottosuolo animato da artigianali quanto realisticamente convincenti effetti da teatro. Il ritmo veloce che scandisce l’intrattenimento viene ogni tanto stemperato con momenti di riflessione per ricordare al gruppo perché affrontare pericoli troppo grandi per degli adolescenti. E quando si giunge alla fine dell’avventura, con l’amarezza di aver perso l’ultima speranza, ecco il colpo di scena che restituisce ai coraggiosi ragazzi della periferia una ricompensa molto più grande di quella che credevano di voler trovare.

TALENTI IN ERBA I giovani interpreti si dimostrano degni dell’immortalità fra i giovani talenti, offrendo una recitazione impeccabile che mostra perfettamente il carattere di ciascuno dei personaggi. Vale dedicare un pensiero particolare ad alcuni di essi.  Jonathan Ke Quan, al secolo Ke Huy Quan, aveva già dimostrato l’anno precedente (Indiana Jones e il tempio maledetto), diretto proprio da Spielberg, un talento irresistibile come spalla di un’altra icona ’80 – ’90 interpretata dall’ineguagliabile Harrison Ford.  Per il bad boy Corey Feldman il film di Donner rappresenta il primo vero successo prima di ottenere, l’anno successivo, la definitiva consacrazione in un altro ruolo di buffone un po’ matto calato in un contesto decisamente più drammatico (tratto da un racconto di Stephen King), sotto la direzione di Rob Reiner per un capolavoro (Stand by me – Ricordo di un’estate) la cui recensione la trovate qui.  L’esordio ufficiale, nel ruolo di fratello maggiore in cerca di avventura, lo ottiene qui un diciassettenne Josh Brolin ancora lontano da ruoli alterni che poi lo avrebbero fatto notare sul piccolo e grande schermo. Fra i riconoscimenti può vantare una candidatura all’Oscar per “Miglior attore non protagonista” (Milk 2008, regia di Gus Van Sant) e di recente è tornato alla notorietà grazie al successo dei cinecomic della Marvel nel ruolo di due villains, rispettivamente Cable nel ciclo degli X-men (Deadpool 2) e Thanos nel primo ciclo degli Avengers creato dal MCU (Avengers: Endgame).  Infine, non si può dimenticare Sean Astin, il cui padre adottivo John è un indimenticabile Gomez Addams in una celebre serie tv anni ’60 (The Addams Family). Oltre che nel ruolo di improbabile quanto coraggioso leader dei ragazzi di Goon Docks, molti oggi lo ricordano con qualche chilo in più e diretto da Peter Jackson nella sua Trilogia Fantasy (Il signore degli anelli), nel ruolo di Sam Gamgee, insostituibile compagno di Frodo Beggins nella Terra di Mezzo. Un ulteriore recente successo lo ha meritato grazie al ruolo di Bob Newby in una serie tv Netflix (Stranger Things).

DAL CELLULOIDE ALLE PAGINE In genere si passa dal libro per arrivare al film, ma in questo caso il discorso funziona alla rovescia. Dalla sceneggiatura originale della pellicola è stato tratto un romanzo, scritto da James Kahn (già autore di altri romanzi tratti da altri immortali ’80 –’90 come Il ritorno dello Jedi e Indiana Jones e il tempio maledetto) che da noi è giunto grazie all’editore Salani nel settembre del 2017. La traduzione di Tullio Dobner integra la trama ben nota ai cinefili con elementi nuovi che incrementano il divertimento e l’emozione nel finale. Basta citare parte della postfazione al libro di Alessandro “DocManhattan” Apreda per scorgere il profondo valore della storia:

[…] Se hai trascorso gli anni ’80 in sella a una BMX puoi cogliere subito nel film di Richard Donner l’espressione perfetta di una voglia di avventura fisicamente dietro l’angolo ma idealmente lontanissima e agognata da qualsiasi ragazzino che negli anni di Fantastico e Drive In si allontanava un minimo da casa con gli amici, in una torrida mattinata di inizio estate, pedalando furiosamente dietro a un sogno. Era facile, in un prodotto figlio di due cacciatori di sogni formato grande schermo come Steven Spielberg e Chris Columbus, trovarci il senso di quegli anni di passaggio e sublimare nella caccia al tesoro dell’antico pirata mille e una avventure molto più piccole, nelle periferie all’ombra delle gru degli ultimi scampoli di boom edilizio, in campagna dai nonni, nelle tribù su ruote delle grandi comitive da villaggio vacanze o lunga estate in famiglia al mare. E se poteva mancare una ‘banda Fratelli’ ed un percorso irto di ‘tracobetti’ come ostacoli, sempre succedeva di raccontare al rientro la propria impresa vissuta, magari ingigantendone i contorni. E sempre si trovava nel gruppo dei ragazzini sulla BMX  un tizio chiacchierone e sboccato dalla battuta facile (Mouth), un bambino pasticcione e carico di merendine (Chunck), il tipo dalle idee geniali seppur poco pratiche (Data), il fratello più grande che finiva nei casini con i piccoli perché in fondo si divertiva (Brand), la ragazzina di quest’ultimo (Andy) con la sua amica del cuore al seguito (Stef). E nel gruppo sempre poteva trovare il benvenuto l’elemento diverso dal cuore buono (Sloth) perché i piccoli non badano a ciò che si vede, a differenza degli adulti. E c’eravate voi stessi dietro l’eroe timido e silenzioso al centro della sua piccola, grande avventura (Mikey) […]

Chi conosce (c’è davvero chi no?!) questo simbolo di un’annata cinematografica indimenticabile non può non correre in libreria (reperibilissimo in copertina rigida) o sul web a cercarlo.

I VERI EROI VENGONO DAL BASSO I giovani protagonisti di questa storia non sono fighetti newyorkesi o bambini ricchi della West Coast (Troy Perkins), non vivono il sogno americano ma si collocano ai suoi margini. Sono ragazzini di periferia vittime della prepotenza di una classe arricchita (signor Perkins) che punta al profitto passando sopra i meno abbienti ma onesti cittadini. Il nomignolo goons con cui vengono identificati è un termine che nel gergo americano sta ad indicare “sempliciotti” , “sfigati“. Allo stesso tempo il termine indica anche il quartiere di provenienza, i Goon Docks, un luogo dove “non succede mai niente”. Ed è proprio da questo quartiere abitato da giovani perdenti che ha inizio un’avventura emozionante e coinvolgente per chi cerca un riscatto. Insomma, come non amare tutto questo?

[…] Ma se prenderai tutto, tutto avrai, anche il regno delle ombre, dell’ingordigia che alimenta la fame, la vecchiaia priva di amicizie, la tomba delle acque profonde. Prendi piuttosto quanto tesoro il tuo cuore è in grado di contenere e non cercare di impossessarti di ciò che brilla ma è gelido […]

UNA LEZIONE PER IL FUTURO Attraverso il divertimento, l’ironia e un pizzico di fortuna, si possono risolvere situazioni solo in apparenza impossibili per scoprire il coraggio nascosto sotto la veste di sfigato che indegnamente ti attribuisce chi è più falso dei soldi che possiede. Dal ricordo della spensieratezza di una giovinezza perduta si può riscoprire la bellezza di un brevissimo istante vissuto fuori dagli schemi di un presente inaridito dalla malinconia dei compromessi del tempo che passa. Questa è una delle indimenticabili lezioni offerte dal celluloide per chi in quegli anni era ancora fra i banchi di scuola.

“[…] se cerchi di prendere qualcosa che appartiene a un altro non ti ritrovi con quello che credevi, bensì con quello che ti sei meritato. Ma se prendi quello che un altro cerca di darti mentre tu chiedevi quello che credevi di volere, ti ritrovi con qualcosa di assai più prezioso di quello che avresti mai potuto pensare […]

UN FENOMENO DA RIVIVERE In occasione del 34o anniversario della sua uscita, il film verrà riproiettato nei cinema (Evento Extra presso SPACE CINEMA) per due giorni (9 e 10 dicembre 2019). Per chi fra i 30 / 40enni vuole rivivere ancora la sua giovinezza perduta, per quelli che lo hanno visto solo in VHS e in DVD, ma soprattutto per i ragazzi odierni assuefatti dall’illusione benefica dell’abuso del web si tratta di un’occasione unica, indipendentemente dal prezzo del biglietto. Film e libro offrono una lezione indimenticabile sul coraggio di riscattarsi dalle ingiustizie della vita grazie all’amicizia vera e consolidata da un comune destino in salita. Suggestiva ed efficace è la metafora dell’avventura per descrivere quel momento unico che è l’adolescenza, in cui forte è la voglia di spingersi oltre i limiti imposti dagli adulti per conquistare una maturità vera, forgiata dallo scontro e dal superamento di ostacoli resi insormontabili dalla paura di sbagliare o dallo pseudo-buonsenso della vecchiaia prima ancora di provarci.

Chi serba nel cuore il ricordo di un’infanzia e di un’adolescenza irripetibili come quelle vissute nell’ultimo ventennio del XX secolo, non può che essere fiero di ricordare il valore racchiuso nel film che nel libro riecheggia nelle parole del Giuramento dei Goonies:  

Gli amici di Goon Docks non tradirò mai

insieme affronteremo gioie e guai.

Attraverso l’Inferno della guerra nucleare

insieme sapremo camminare.

In città o in campagna

al mare o in montagna,

fra gli altri e gli uni

con orgoglio mi dichiaro un Goony.


TESORO DA RISCOPRIRE!

 

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.