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“Gli anni più belli” ci ricorda che dove sono i tuoi amici là sono le tue ricchezze

Gli anni più belli è un film del 2020 diretto da Gabriele Muccino che ha per oggetto la storia di quattro amici in un arco di tempo di circa 40 anni, dagli anni ’80 ad oggi. La pellicola ha per interpreti principali Pierfrancesco Favino (Giulio Ristuccia), Micaela Ramazzotti (Gemma), Kim Rossi Stuart (Paolo Incoronato), Claudio Santamaria (Riccardo “sopravvissuto” Morozzi), Emma Marrone (Anna), Nicoletta Romanoff (Margherita Angelucci) e Francesco Acquaroli (Sergio Angelucci).

TRAMA Roma, primi anni ’80. Giulio, Paolo e Riccardo hanno 16 anni e tutta la vita davanti. Giulio e Paolo sono già amici, Riccardo lo diventa dopo una turbolenta manifestazione studentesca, guadagnandosi il soprannome di “sopravvissuto”. Al trio così costituito si aggrega Gemma, la ragazza di cui Paolo è perdutamente innamorato. Negli anni che seguiranno tutti e quattro dovranno sopravvivere a parecchi eventi, sia personali che storici come la caduta del Muro di Berlino, Mani Pulite, la discesa in campo di Berlusconi ed il crollo delle Torri Gemelle. In un arco di tempo in cui il loro rapporto verrà messo a dura prova tutti dovranno imparare che ciò che conta davvero sono “le cose che ci fanno stare bene” e che certi amori – così come certe amicizie – “fanno giri immensi e poi ritornano”.

ANALISI DEL FILM L’azione scorre veloce e descrive il passaggio dall’adolescenza fino all’età adulta con i personaggi che a turno fanno da voce narrante alle rispettive vicende personali. Ognuno ha origini umili, qualcuno vive una situazione familiare difficile e vuole riscattarsi sostenuto dalle proprie aspirazioni e dall’amicizia. Per due di loro il rapporto consolidato da drammi personali si evolve in un amore tormentato che diventa il primo di una serie di ostacoli a minare il legame che unisce il gruppo. C’è chi riesce ad avere successo sacrificando gli ideali giovanili ai compromessi di una realtà corrotta. C’è chi continua ad inseguire i propri sogni ma risulta un fallimento di fronte alle responsabilità dell’essere padre. Qualcuno perde la bussola e per molto tempo sembra non riuscire a realizzarsi. Infine, chi è stato deluso dall’amore cerca disperatamente riscatto nel difficile lavoro scelto. Alla fine ognuno ottiene una insperata serenità ed il gruppo si ritrova unito più che mai a consolidare, in un suggestivo finale, che la vera amicizia dura nonostante il passare del tempo.

DALLE NOTE AL CELLULOIDE Il titolo e la storia del film riprendono il tema di una canzone di Claudio Baglioni che nel film viene citato altre due volte attraverso due suoi classici (“E tu come stai” – ”Mille giorni di te e di me”):

Noi che sognavamo i giorni di domani per crescere insieme mai lontani e sapere già cos’è un dolore e chiedere in cambio un po’ d’amore. Noi, occhi di laguna, noi ladri di fortuna, noi cavalieri erranti della luna. Noi una bufera di capelli in aria a far castelli, noi che abbiamo urlato al vento per cantare, noi gli anni più belli, noi in una fuga da ribelli un pugno di granelli noi che abbiamo preso strade per cercare in noi gli anni più belli.

Noi che volevamo fare nostro il mondo e vincere o andare tutti a fondo ma il destino aspetta dietro un muro e vivere è il prezzo del futuro. Noi, guance senza fiato, noi labbra di peccato, noi passeggeri persi nel passato. Noi, una rincorsa di ruscelli tra nuvole e gli uccelli, noi che abbiamo visto il sole accendere su noi gli anni più belli, noi una promessa da fratelli tra lacrime di ombrelli noi che abbiamo udito il mare piangere con noi gli anni più belli.

 E quel tempo è un film di mille scene non si sa com’è la fine se le cose che ci fanno stare bene sono qui, proprio qui, forse no, forse sì sempre qui, e siamo noi ancora quelli. Noi, con le ferite dei duelli e spalle di fardelli noic he abbiamo spinto il cuore a battere per noi gli anni più belli, noi che siamo stati nudi agnelli con l’anima a brandelli, noi che abbiamo chiesto al cielo di ridare a noi gli anni più belli. 

Pubblicato il 3 gennaio 2020, con questo singolo Baglioni ritorna sulla scena musicale con un inedito dopo 4 anni.

UN EMOZIONANTE OMAGGIO ALL’AMICIZIA VERA Il regista accenna e lascia sullo sfondo gli eventi storici concentrando l’attenzione sulle vicende personali dei protagonisti. I sogni, le emozioni e le aspirazioni giovanili devono fare i conti con la realtà che, in ogni generazione, si rivela sempre più dura e spietata man mano che si cresce. E spesso anche quando hai raggiunto il benessere in realtà hai anche dimenticato la tua vera natura corrotto dai compromessi di tristi circostanze. L’amicizia che si evolve in amore inevitabilmente conduce ad incrinare rapporti che si ritenevano duraturi. E se alla fine di tante peripezie ai limiti della tragedia si ritrovano i vecchi compagni di vita a condividere un momento di ritrovata serenità, allora davvero si può dire che l’amicizia vera esiste.

Chi ha nel cuore il ricordo della giovinezza vissuta fra gli ’80 ed i ’90, chi crede all’amicizia iniziata fra i banchi di scuola ed ancora solida oggi – magari con qualche assenza riempita dal ricordo –  non potrà non commuoversi prima dei titoli di coda. Se dopo i 40 anni non hai ancora combinato niente di buono ma c’è ancora chi ti accetta come sei e ti sostiene con la sua presenza durante l’adolescenza condivisa ed estesa all’età adulta, allora non potrai dire di non aver avuto niente di bello dalla vita.

ALLE COSE CHE CI FANNO STARE BENE!

EMOZIONANTE.

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.