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“Un dollaro d’onore”: il cult western che “riscopre” l’amicizia e il riscatto

Un dollaro d’onore (Rio Bravo) è un film di genere western del 1959 diretto da Howard Hawks. La pellicola ha per interpreti principali John Wayne (John T. Chance), Dean Martin (Dude), Ricky Nelson (Colorado “Kid” Ryan), Angie Dickinson (Feathers), Walter Brennan (Stumpy), Claude Akins (Joe Burdette), John Russell (Nathan Burdette), Pedro Gonzalez Gonzalez (Carlos Robante), Estelita Rodriguez (Consuelo Robante) e Ward Bond (Pat Wheeler). Il film ha vinto due premi Alloro d’oro 1960 (miglior film e miglior performance in un film d’azione per Dean Martin).

TRAMA Lo sceriffo John T. Chance è alle prese con un gruppo di banditi capeggiati dal perfido Nathan Burdette, un ricco latifondista del luogo, la cui banda è responsabile di ripetute violenze e crimini nella cittadina di Rio Bravo. Chance arresta per omicidio Joe Burdette, fratello minore debosciato di Nathan, ma il gesto gli costa la crescente ostilità del signorotto del luogo. Per far fronte alle minacce, lo sceriffo può contare soltanto sull’aiuto del vice sceriffo alcolizzato Dude, del vecchio sciancato Stumpy, del giovane pistolero Colorado “Kid” Ryan e dell’affascinante giocatrice d’azzardo Feathers.

ANALISI L’azione scorre lenta e a volte anche i silenzi, come dimostra la scena di apertura nel saloon, recitano impeccabilmente come le battute. Il dramma di una realtà dove la prepotenza dei ricchi domina fa da contesto alla vicenda personale di pochi elementi che ancora credono nella giustizia e nell’amicizia. I dialoghi che rivelano i segreti dei singoli individui e gli scontri verbali che precedono le pallottole sono una lezione degna del teatro greco. Il riscatto del pistolero alcolizzato deluso dalla vita fa da pendant alla rivelazione dell’umanità per lo sceriffo burbero e disilluso. Ad alleggerire il dramma che precede la soluzione della storia ci sono irresistibili siparietti comici che rendono il riscatto nello scontro finale più che meritato.

RIFERIMENTI E IMPRECISIONI Verso la metà del film Colorado, udendo suonare il Deguello, rivolgendosi agli amici dice:

In questo momento Burdette sta parlando, sentite questo brano? Lo suonavano ad Alamo quando il Generalissimo Santa Anna imbottigliò quelli della Missione.

Il riferimento storico è alla battaglia di Alamo (23 febbraio – 6 marzo 1836), un evento chiave della Rivoluzione Texana (2 ottobre 1835 – 21 aprile 1836): in seguito ad un assedio di 13 giorni le truppe messicane guidate dal Presidente e Generale Antonio López de Santa Anna lanciarono l’assalto alla missione francescana di Alamo. In realtà nessuno venne imbottigliato ma fu un atto volontario del Colonnello Travis e la sua gente di guadagnare tempo, per permettere al Generale Sam Houston di radunare uomini per affrontare l’esercito messicano.


La missione di Alamo (oggi)

ALCUNE CURIOSITÀ Howard Hawks e John Wayne decisero di realizzare il film come sorta di risposta a Fred Zinnemann con il suo Mezzogiorno di fuoco (1952), film giudicato da entrambi in maniera negativa e “anti-americana”. Il regista John Carpenter, maestro dell’horror, ha più volte citato Un dollaro d’onore come uno dei suoi film preferiti tanto da inserirlo in molti dei suoi successi come Distretto 13 – Le brigate della morte (1976) e Fantasmi da Marte (2001). Fra gli estimatori di Un dollaro d’onore va annoverato un altro regista, grande appassionato di spaghetti-western (memorabile il suo omaggio al genere Django Unchained), Quentin Tarantino che lo inserisce nella lista dei suoi 12 film preferiti, dopo “Il buono, il brutto, il cattivo” di Sergio Leone.

 

AMICIZIA E RISCATTO Un gruppo eterogeneo ed improvvisato trova nell’amicizia e nella complicità reciproche la chiave per affrontare con coraggio la spietata lotta contro una banda di prepotenti. Il tipico scontro buoni-contro-cattivi procede attraverso una emozionante gara di nervi in cui perfino gli sguardi silenziosi valgono più delle parole (memorabile la scena di apertura). L’umanità dei personaggi è resa perfettamente anche nei dialoghi che vantano un doppiaggio assolutamente perfetto.

Chi è cresciuto più con gli spaghetti-western, genere di tutto rispetto reso immortale da maestri come Sergio Leone ed Ennio Morricone, coadiuvati da pilastri del celluloide come Clint Eastwood, potrebbe apprezzare poco il ritmo lento della narrazione ma memorabile conclusione rimane lo scontro finale dove la climax di emozioni vede ognuno dei personaggi trovare modo di riscattare la propria umile esistenza priva di gloria.

CLASSICO DA RISCOPRIRE.

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.