Input your search keywords and press Enter.

Oltre la politica e oltre la filosofia ci sono gli uomini: “Il giovane Karl Marx”

Il giovane Karl Marx (Le jeune Karl Marx) è un film di genere biopic del 2017 diretto da Raoul Peck. La pellicola ha per interpreti principali August Diehl (Karl Marx), Stefan Konarske (Friedrich Engels), Vicky Krieps (Jenny von Westphalen), Marie Meinzenbach (Helene ‘Lenchen’ Demuth), Rolf Kanies (Moses Hess), Olivier Gourmet (Pierre-Joseph Proudhon), Hannah Steele (Mary Burns), Alexander Scheer (Wilhelm Weitling), Hans-Uwe Bauer (Arnold Ruge), Ivan Franek (Mikhail Bakunin) e Peter Benedict (sig. Engels padre). Il film, uscito in occasione del bicentenario della nascita di Karl Marx, è stato presentato fuori concorso al Festival di Berlino 2017. Coniugando la passione politica con le vicende della vita privata, ripercorre l’amicizia del filosofo con Friedrich Engels, dal loro secondo incontro nel 1844 fino al 1848, anno della pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista.

“Fino ad ora i filosofi non hanno fatto altro che interpretare il mondo intero. Ora il punto è cambiarlo.”

TRAMA Aprile 1843, Germania. All’età di 26 anni, Karl Marx scrive degli articoli sulla Gazzetta Renana che criticano la violenza della polizia a cavallo che attacca un gruppo di popolani intenti a raccogliere legna secca nel bosco. Questo ennesimo atto di insubordinazione sancisce la chiusura del giornale e la definitiva rottura di Marx con i giovani hegeliani. Costretto a lasciare Colonia, si avvia sulla strada dell’esilio. Nel luglio del 1844 vive a Parigi assieme alla moglie Jenny e conosce Friedrich Engels, 24 anni, anch’egli tedesco e figlio del ricco comproprietario della fabbrica Emmen & Engels di Manchester, dove il giovane lavora come contabile e, allo stesso tempo, studia gli inizi del proletariato inglese. Engels, una specie di dandy che cova astio verso i proprietari a favore degli operai, dà a Marx il pezzo mancante del puzzle che ricompone la sua nuova visione del mondo. Tra censura e raid della polizia, rivolte e sollevamenti politici, i due giovani intellettuali diventano amici e presiederanno alla nascita del movimento operaio, fino a quel momento per lo più disorganizzato e improvvisato. Il loro impegno porterà, nel novembre del 1847, alla fondazione della Lega dei comunisti e culminerà con la stesura di un opuscolo, pubblicato nel 1848, che chiarisce alla classe operaia chi sono i comunisti, cosa vogliono e qual è la loro interpretazione del processo storico: Il Manifesto del partito comunista.

ANALISI DEL FILM L’attenzione si focalizza sulla crudeltà del sistema capitalistico-borghese che riduce la figura degli operai ad un semplice strumento per aumentare il profitto a scapito delle vite umane messe a rischio. In questo contesto l’azione scorre lenta nel presentare il lato umano dei due protagonisti. Uno squattrinato intellettuale affronta un’esistenza ai limiti della sopravvivenza per sé e la sua famiglia perché si prefigge l’obiettivo di abbattere un sistema economico spietato e la creazione di un pensiero nuovo, che alla teoria aggiunge e si concentra sull’azione, che vuole superare le concezioni vigenti che si limitano a pensare. Un giovane borghese con una posizione agiata ed una formazione intellettuale anti-borghese fatica ad andare avanti assuefatto dalla ipocrisia del sistema che gli dà sostentamento mentre cova l’obiettivo di emancipare la classe operaia sfruttata e abusata dai membri di quella borghesia rappresentata da suo padre. Due menti separate da una diversa posizione sociale ma accomunate dallo stesso obiettivo si incontrano e stringono una solida collaborazione ed amicizia per portare avanti un intento difficile che solo chi ha il coraggio di guardare avanti, sostenuto dal un pensiero critico che va oltre l’ipocrisia, può realizzare.

Karl Marx e Friedrich Engels

LA RICERCA DI UN SISTEMA NUOVO Cambiare il sistema economico per garantire pieni diritti agli operai sfruttati ai limiti della schiavitù e, soprattutto, sintetizzare una dottrina filosofica che sancisca assieme ai diritti politici e sociali l’uguaglianza fra padroni e dipendenti: questi sono i principali obiettivi evidenziati dal film nella figura dei due giovani intellettuali. La crudeltà e l’ipocrisia della società capitalistica viene descritta con schietto realismo, così come la paura e la miopia degli stessi filosofi che non riescono a vedere oltre il rischio che talvolta bisogna correre per ottenere successo a prescindere dal profitto. Storia e Filosofia sono sullo sfondo, fra citazioni ed allusioni. Lo spettatore viene coinvolto nella vicenda umana, romanzata, dei due giovani protagonisti in una climax ascendente fino all’emozionante finale.

Il Manifesto del partito comunista
(edizione originale, 1848)

UN OMAGGIO CONTROVERSO Gli pseudo-politici odierni che alla parola comunista non riescono a pensare ad altro che al pericoloso ricordo di un regime totalitario che ha travisato il pensiero di Marx ed Engels, si crogiolino nella loro superficialità nutrita da vuote critiche e da una formazione fatta di libri letti solo nel titolo. Storici e Filosofi che meritano pieno rispetto potrebbero giustamente tacciare di superficialità il soggetto che per sua natura va approfondito per essere compreso.

Prima edizione italiana (1891)

Chi ha il vantaggio di essere un profano di politica (quella vera è morta negli anni ’90 del XX secolo), di aver avuto solo una nozione basilare di filosofia e storia dai banchi di scuola (mea culpa), ma ancora non è assuefatto all’ignoranza dominante del non meno corrotto sistema neocapitalistico odierno, può trovare in questo film un valido stimolo all’approfondimento riscoprendo i testi giunti sino a noi e chiedendo aiuto ai veri professori in estinzione. Non meraviglia che sia stato accolto tiepidamente dalla critica fino a non essere proprio distribuito nei cinema in taluni luoghi (Italia inclusa).

PER CHI VA OLTRE LA SUPERFICIE.

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.