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L’importanza di fissare cavi e fili elettrici in ambito industriale con le fascette

In ambito industriale, laddove sia necessario intervenire su componenti elettriche o persino realizzare un impianto vero e proprio, occorre non solo affidarsi a specialisti del settore che operino perché tutto venga fatto nella massima sicurezza, ma è anche indispensabile utilizzare strumenti adatti, isolanti e robusti che siano adeguati a supportare il lavoro. Tra questi, figurano senza dubbio le fascette, atte a tenere fermi fasci di cavi più o meno numerosi.

Come sono fatte le fascette fermacavo

Quando si pensa alla posa di cavi elettrici, la prima cosa che viene in mente sono le canaline o i passacavo: in realtà, questi elementi sono tra quelli fondamentali per creare un impianto elettrico nella maniera corretta ma le fascette, seppure possano apparire come componenti più ridotte, risultano altrettanto importanti per tenere insieme i fili elettrici nelle zone scoperte.

Quelle classiche sono realizzate in nylon, un materiale flessibile che può resistere a temperature che vanno dai – 40 ai +85 gradi centigradi: inoltre, sono anche autoestinguenti, ovvero non prendono fuoco in nessun caso e ciò le rende estremamente sicure.

Per fissarle è sufficiente stringerle come un cappio fino alla larghezza desiderata, facendo passare la fascetta nell’apposito occhiello e tagliando la parte in eccesso; tale operazione va però effettuata solo qualora le fascette siano monouso, perché quelle riutilizzabili possono invece essere allentate e riutilizzate più volte.

Nelle industrie come quella chimica o mineraria, invece, dove le temperature possono essere estreme, vengono più spesso impiegate le fascette in acciaio inox, materiale eccellente che sopporta fino a oltre 500 gradi centigradi. 

Completamente ignifughe, resistenti alla trazione e alla corrosione delle più svariate sostanze (specie se dotate di rivestimento epossidico in poliestere), queste fascette hanno spesso una struttura a scaletta per bilanciare robustezza e flessibilità. Non solo, ma possono essere usate anche all’esterno o laddove sia presente elevata umidità, come nelle industrie di impianti a energia solare o nei cantieri navali.

La loro superficie particolarmente liscia non danneggerà in alcun modo i cavi, sono autobloccanti e possono ospitare fasci di cavi dello spessore totale di circa 10 centimetri. La tipologia di chiusura può anche essere più complessa, al fine di mantenere un’elevata stabilità: a cinghia o con un anello attraverso il quale ripiegare la fascetta in tensione. Chiusure in velcro e fascette autoadesive sono ulteriori soluzioni per cavi da assicurare in ambienti meno ostili e, soprattutto, laddove il numero di cavi lo consenta.

Funzioni e ulteriori applicazioni delle fascette fermacavo in ambito industriale

Se lo scopo primario delle fascette fermacavo è quello di posizionare correttamente i fili scoperti, spesso vi è anche la componente identificativa: raggruppare cavi elettrici con fascette di diverso colore aiuterà a distinguerli meglio, consentendo una lavorazione mirata specie ove siano davvero numerosi. Non solo, ma in tantissimi casi si tratta anche di un metodo utile a garantire la pulizia ottimale nelle aree circostanti, senza essere intralciati da fili elettrici disposti in modo disordinato.

Nella scelta delle fascette fermacavo ideali, dunque, i campi di applicazione svolgono un ruolo fondamentale perché i cavi elettrici siano posati in maniera corretta e sicura. Innanzitutto i professionisti al lavoro individueranno le peculiarità dell’ambiente in cui si opera, se si tratta di un cantiere temporaneo o di un’installazione definitiva.

In entrambe le casistiche occorrerà intervenire in modo che nessun agente esterno o caduta accidentale di oggetti possa danneggiarli. E poi verranno prese in considerazione varianti come l’irraggiamento solare, il calore, la presenza di acqua, sostanze corrosive, urti accidentali e vibrazioni. Come per i materiali dei cavi stessi o dei passacavi, come visto, anche per quelli delle fascette sono previste difformità sostanziali che possono fare la differenza.