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I partiti di maggioranza perdono posizioni in Europa, mentre il sindaco di Milano viene condannato

Le notizie della settimana politica questa volta interessano particolarmente i rapporti tra il nostro Paese e le istituzioni europee.

Il governo italiano è riuscito nella missione di scongiurare la procedura di infrazione da parte della Commissione. Un provvidenziale assestamento di bilancio ha permesso di rientrare nei parametri richiesto dall’Unione Europea. In particolare, sono state sfruttate le risorse non utilizzate per reddito di cittadinanza e quota 100. 1,5 miliardi di euro sono stati congelati e destinati al miglioramento del bilancio. Questa cifra, unita ad alcune piccole variazioni rispetto alle entrate e uscite previste, permette al Governo di navigare più tranquillamente fino alla prossima manovra.

In Europa si è discusso di nomine. I partiti della maggioranza italiani sono parsi isolati e mai in grado di avere peso nella scelta delle figure chiave delle istituzioni europee. Il premier Conte si è prodigato in un lavoro personale di mediazione e diplomazia senza esiti particolarmente significativi. I due ruoli più importanti, presidenza della Commissione e della BCE, sono andati rispettivamente a Ursula von der Leyen e Christine Lagarde. La prima è tedesca, membro del partito di Angela Merkel e ministro della difesa nel suo paese. Viene descritta tra le più accanite sostenitrici dell’austerità, già dai tempi della crisi greca, crede in una difesa comune europea e in un dialogo privilegiato con la Francia, individuata come paese affidabile per la guida dell’Unione. La Lagarde è direttrice del Fondo Monetario Internazionale, francese, in passato è stata al centro di polemiche per una presunta sudditanza nei confronti dell’ex presidente Sarkozy. Per confermare le nomine manca il voto del Parlamento Europeo. Parlamento che ha eletto un italiano come proprio presidente, l’esponente del PD David Sassoli. Un nome italiano ma appartenente all’opposizione, a confermare il poco peso europeo di Movimento 5 Stelle e Lega.

Il sindaco di Milano, Sala, dopo la gioia della scorsa settimana per l’assegnazione delle Olimpiadi invernali, questa volta ha dovuto fare i conti con una condanna per falso ideologico. La sentenza che prevedeva 6 mesi di reclusioni è stata convertita in una multa di 45mila euro. Il sindaco ha dichiarato che non si dimetterà e proseguirà nel suo lavoro. Sostegno da parte del PD ma anche dal ministro Salvini, il quale ha dichiarato che da milanese è soddisfatto di come è stato gestito l’EXPO.

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.