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Esplode barca con migranti durante il salvataggio al largo dell’Italia: 3 morti

Sono scampati alle onde ma sono morti sulla barca che li aveva salvati. E’ l’ultimo scherzo del destino del Mediterraneo nell’emergenza migranti. Una barca con a bordo 23 migranti ha infatti preso fuoco mentre era in corso il trasbordo su navi della Capitaneria di Porto al largo della costa di Crotone. Subito dopo il trasbordo il motore è andato a fuoco e c’è stata un’esplosione: 3 migranti, tra cui una donna, sono morti, 2 finanzieri invece sono rimasti feriti. Immediatamente Capitaneria e Guardia di finanza sono intervenute per recuperare le persone sbalzate in acqua dalla deflagrazione, un profugo risulta ancora disperso. Il fatto è avvenuto a largo di Praialonga, tra Isola Capo Rizzuto e Cutro. I migranti rimasti feriti sono 4, ma 2 sono stati portati d’urgenza a Catanzaro perché presentavano ustioni su quasi tutto il corpo. I naufraghi sani e salvi sono 12, ora trasferiti presso un centro d’accoglienza. Molti hanno raggiunto la riva a nuoto, per le ricerche la Guardia Costiera ha anche utilizzato un aereo di ricognizione.

In Sicilia, nel frattempo, la situazione si fa sempre più delicata. A Lampedusa, dopo gli ultimi sbarchi delle ultime ore, ci sono più di 1500 migranti salvati in mare. Il sindaco Totò Martello, esasperato, si è scagliato contro i Governi italiani e tunisini:

Se il Governo non è capace di fare rispettare gli accordi con la Tunisia, vado io a Tunisi a discuterne e ci vado con la mia barca nel Mediterraneo, faccio il percorso all’inverso. Se c’è un accordo con la Tunisia, allora questo va fatto valere. Quando si è mai detto che un governo non affronta l’emergenza? Ci vuole il ministro degli Esteri, deve intervenire il Presidente del Consiglio. Il ministro Lamorgese sta facendo tutto quello che è in suo potere ma il Governi non pare sostenerla, l’ha lasciata sola come ha lasciato soli noi.