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Il 6 novembre parte l’effetto del nuovo DPCM, Conte: “Non abbiamo alternative”

Comprendiamo il disagio, ma non abbiamo alternative. Dobbiamo congelare l’impennata dei casi. Abbiamo già in programma manovre per mitigare gli effetti di crisi economica, lo possiamo chiamare un Decreto Ristori Bis. Dobbiamo tenere duro“. Con queste parole il premier Conte ha presentato il DPCM che andrà in vigore venerdì 6 ottobre e sarà valido almeno fino al 3 dicembre.

COPRIFUOCO

In tutto il Paese scatterà il divieto di spostamento alle 22. Un vero e proprio coprifuoco, per cui sarà previsto anche giustificare le proprie uscite dopo quell’ora anche nei Comuni inseriti nelle zone gialle. Il modulo è già disponibile sul sito del Viminale.

ITALIA DIVISA A COLORI

L’Italia resta, come da pronostico, divisa per colori in base alla pericolosità. Nessuna zona verde, tutto il Paese è incluso in questa fase di emergenza. Ci sarà possibilità di cambiare fascia se le situazioni regionali miglioreranno o peggioreranno.

Zona Rossa

Riguarda le regioni dove il rischio è considerato più alto e riguarda Piemonte, Lombardia, Calabria e Valle d’Aosta. Un vero e proprio lockdown. Stop agli spostamenti, anche quelli all’interno dei medesimi territori, se non per comprovati motivi di necessità. Sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, tabacchi, edicole e benzinai. Chiusi ristoranti, bar, pub, gelaterie e pasticcerie, possibilità di consegna a domicilio e asporto. Stop per tutte le attività inerenti la persona e agli estetisti ma rimangono aperti i parrucchieri. Sospese le attività sportive, anche nei centri e nei circoli sportivi e anche se svolte all’aperto. Resta possibile, tuttavia, svolgere da soli attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché con distanziamento e mascherine. Consentita anche l’attività sportiva ma solo all’aperto e in forma individuale. Per quanto riguarda le scuole, seconda e terza media, scuole superiori ed università proseguiranno in regime di Didattica a Distanza, continuano le lezioni delle scuole elementari e della prima media. Restano aperte le industrie e le attività legate all’artigianato.

Zona Arancione

Il livello arancione riguarda le regioni “caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto”. Le Regioni sono Puglia e Sicilia. Qui, oltre alle misure valide dal 6 novembre, i cittadini devono rispettare altre restrizioni. C’è il divieto di entrare e uscire dal territorio regionale, salvo che per spostamenti motivati ragioni di lavoro, salute e urgenza, ma resta consentito il rientro al proprio domicilio o residenza. Vietati gli spostamenti anche tra comuni, se non per comprovate esigenze. Per quanto riguarda lo sport, si può fare attività motoria e sportiva all’interno del proprio comune e all’aperto. Chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, aperte mense e catering. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, l’asporto ma sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze.

Zona Gialla

Sostituisce la cosiddetta “zona verde” e raccoglie tutte le restanti Regioni con, a sorpresa, anche la Campania. Rimane l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso. La capienza dei mezzi pubblici (bus, metropolitane, treni regionali) viene portata al 50%, anche se è fortemente raccomandato non spostarsi con questi mezzi. Per le scuole, è prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori e rimangono in presenza le attività delle scuole elementari e medie, ma con l’uso delle mascherine. Il governatore della Campania, già polemico, molto probabilmente, secondo SKY, firmerà una nuova ordinanza per confermare la chiusura di tutte le scuole. Chiusi, oltre a cinema e teatri, anche musei, mostre, palestre e piscine. Sospesi i concorsi, tranne quelli per il personale sanitario, e gli esami per l’abilitazione professionale. Per la ristorazione, rimane il divieto di apertura dopo le 18 e resta consentita la consegna a domicilio e asporto fino alle 22. I centri commerciali, invece, chiudono nel week-end e in tutti i giorni festivi, tranne farmacie, alimentari, tabaccai ed edicole che vi sono all’interno.