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Dalla DC in Sicilia alla presidenza della Repubblica : ecco chi è Sergio Mattarella

Dopo pochi giorni di votazioni il popolo italiano ha il suo dodicesimo Presidente della Repubblica. Si tratta di Sergio Mattarella, 73enne siciliano famoso alla politica recente soprattutto per la legge elettorale che aveva sostituito la cinquantennale legge precedente. Giudice costituzionale, fratello di Piersanti, ucciso da Cosa Nostra, Sergio Mattarella ha da sempre un legame forte con la politica e con in particolare la Democrazia Cristiana, quella stessa DC che per anni, tra alti e bassi, ha governato il nostro paese, sino alla fine della Prima Repubblica. E Sergio Mattarella c’era anche quando la sua DC è crollata, quando i valori politici sono scomparsi con l’inizio della Seconda Repubblica; la sua legge elettorale avrebbe dovuto accompagnare l’Italia nel 1994 nella “nuova” era della Repubblica, ma non ha tuttavia evitato critiche.

Una vita di politica e successi, ma anche di dispiaceri e lutti. Il padre, Bernardo, è stato tra i fondatori della DC; spesso eletto come ministro nei governi di De Gasperi, venne tuttavia molte volte accusato di vicinanza alle cosche mafiose. Mai abbandonato dal suo partito, Bernardo morirà nel 1971, dopo un malore accusato proprio quando era in Camera dei Deputati. Il capofamiglia dei Mattarella aveva un grande ascendente sui figli ed entrambi entrano nella vita politica italiana ben presto; Piersanti arriva a diventare presidente della Regione Sicilia, ma proprio per questo verrà ucciso dalla mafia. Stava attuando una rivoluzione amministrativa che stava smantellando il sistema losco degli appalti; fu per questo ucciso nel 1980 e morirà tra le braccia del fratello Sergio. Professore di diritto parlamentare all’Università di Palermo, Sergio invece entra proprio in Parlamento nel 1983. Con il sesto Governo Andreotti diventa ministro della Pubblica Istruzione ma si dimette, assieme ad altri esponenti della sinistra italiana, per protesta contro l’approvazione della Legge Mammì, la quale consentirà a Silvio Berlusconi di creare il suo impero della televisione. E’ l’inizio di un rapporto non proprio idilliaco tra Mattarella e Berlusconi. Traghetta la DC alla fine della Prima Repubblica, periodo in cui nasce al posto della Democrazia il Partito Popolare. Nel frattempo, assieme alla famiglia, cade nel vortice delle intercettazioni e dei procedimenti penali. Lui, in particolare, viene accusato di finanziamento illecito per aver accettato da un imprenditore agrigentino buoni benzina pari a tre milioni di lire, tanto da essere considerato da parte dell’opinione pubblica come l’erede di Angelo Siino, il “ministro dei lavori” di Totò Riina. Contemporaneamente il fratello Antonio viene accusato di associazione mafiosa per una speculazione fatta con un esponente della Banda della Magliana, mentre il nipote è accusato di peculato; tutti i processi a carico della famiglia Mattarella si concluderanno con assoluzioni. Questo infuocato periodo sembra alienare il futuro Presidente dalla vita politica ma con il Governo D’Alema diventa vice presidente del Consiglio e poco dopo arriva ad essere giudice della Corte Costituzionale. Sembra quasi uno scherzo del destino, ma il suo ultimo atto importante è l’abolizione del “Porcellum”, proprio quella legge elettorale che tanto aveva fatto discutere e che il centro destra aveva imposto, cancellando il suo “Mattarellum”.

Oggi Sergio Mattarella è stato eletto, con 665 voti, Presidente della Repubblica, il dodicesimo della nostra storia. Intransigente nei suoi valori, cresciuto a pane e politica, da sempre contro l’egemonia Berlusconiana, Sergio Mattarella incarna l’Italia post-bellica, forse uno degli ultimi portavoce degli ideali politici. E’ stata una giornata particolare sin dal’inizio per Sergio Mattarella; ha visitato le Fosse Ardeatine, teatro di barbarie contro un popolo che ora si appresta a rappresentare, si è poi diretto in Panda verso la casa della figlia Laura, dove ha assistito allo scrutinio insieme a tutti i parenti e ai figli.

E l’Italia come ha reagito a questa elezione? La gente l’ha accolto festante già fuori il palazzo della Consulta, Pippo Baudo ha pianto in diretta, Renzi ha professato, contento, una proficua collaborazione per il popolo italiano. Finanche Berlusconi, proprio la “nemesi” per certi versi di Mattarella, ha commentato soddisfatto l’elezione del politico palermitano. Mattarella sembra aver messo d’accordo tutti, ma ora lo aspetterà un compito ancora più arduo; in un vortice di decadimento politico, ora a lui il compito di dare credibilità a chi ci rappresenta. E al riguardo, non gli si può negare di essere cresciuto in un clima di sana politica, un periodo in cui la politica non era un lavoro o una mera via per guadagnare, ma una ragione di vita. Dalla DC alla presidenza della Repubblica, forse la politica ha ritrovato un senso, solo il tempo saprà dirlo; per ora “Benvenuto Presidente”.

di Nello Cassese

Nello Cassese

Classe 1994, laureato in Scienze della Comunicazione, frequenta il corso di laurea magistrale Corporate Communication and Media all’Università degli Studi di Salerno. Appassionato di calcio e sport in generale, segue con interesse e impegno temi di attualità vari, in particolar modo quelli inerenti il sociale e il terzo settore. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal novembre 2016. Dal gennaio 2018 è direttore di 081news. Ha collaborato con il quotidiano online IlPopolareNews e con l'emittente televisiva nolana Videonola. Collabora come inviato sportivo per Il Giornale di Sicilia e come speaker radiofonico per Radio Antenna Campania.