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Da ieri al porto di Napoli è stato eretto un nuovo massiccio monumento in acciaio. Per molti è “uno sgorbio”

Un monumento che non passa inosservato. Costruito in acciaio, alto 12 metri , dalla forma che ricorda un totem misterioso.

Da  ieri è visibile nel piazzale della stazione marittima di Napoli,  a simboleggiare il “Migrante ignoto” E’ stato installato con l’autorizzazione della Guardia Costiera, del Genio civile e con il nullaosta della soprintendenza  di Palazzo Reale.

A prescindere dal suo significato simbolico, il nuovo monumento, è stato concepito come un omaggio all’artista Mario Molinari, in passato autore di un totem della pace, riprodotto e distribuito in parecchie città del mondo.

“Molinari, scomparso dieci anni fa, aveva un modo di creare all’avanguardia, essendo stato veicolatore di un’idea che ha portato l’arte tra i piedi della gente, che camminando incappano nelle sue imponenti opere situate nel centro delle città, che attirano l’attenzione di tutti”.

Dice Michele Capasso, presidente della Fondazione “Mediterraneo”. Quando Molinari costruì il totem della pace, questo fu elevato a simbolo della Fondazione, proprio per l’importante messaggio che veicolava e per essere stato collocato con tutta la sua possenza, sotto gli occhi di tutti, in modo tale da non passare inosservato.

Ma il nuovo monumento, da pochi giorni visibile al porto di Napoli, ha suscitato un mare di polemiche. Proprio per le sue dimensioni, che a detta di molti, alterano il belvedere della città. Alcuni lo hanno definito addirittura “uno sgorbio da eliminare subito”. Perché mal si adatta al paesaggio ameno e sognante di Partenope, che era già perfetta così com’era.

Il massiccio Totem, stonerebbe, in una cornice meravigliosa e armoniosa come quella di Napoli, che otterrebbe solo l’effetto di appesantire la veduta di una delle città più belle del mondo. Che si distingue per la delicata e raffinata bellezza circondata da un mare e da un cielo tersi, nitidi, a volte tempestosi, ma sempre risuonanti di atmosfere che oscillano tra intensità, sensualità e leggenda. Per  i detrattori di questo monumento, la sua massiccia presenza, sarebbe più che altro un ostacolo che conferirebbe al paesaggio una durezza che a Napoli non appartiene