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Cosa ha provocato la rottura di Renzi e la crisi di governo?

Sono giorni molto intensi sul fronte politico quelli che stanno caratterizzando la crisi di Governo. La frattura che si è aperta due settimane fa è avvenuta a seguito dello strappo avutosi nella maggioranza da parte di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, ed ufficializzatasi lo scorso martedì con le dimissioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Come sappiamo, in queste ore si sta tentando di trovare un’intesa affinché si possa costituire una nuova maggioranza dopo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato un mandato con tale scopo al presidente della Camera, Roberto Fico.

Uno dei motivi principali che ha portato ad una rottura definitiva nel Governo è senza dubbio la questione relativa alla gestione dei fondi relativi al Recovery Plan. Italia Viva non ha infatti ritenuto soddisfacenti molti degli aspetti messi a punto dal Governo, come ad esempio la parte sulle infrastrutture e il turismo ed anche quella sul sistema agroalimentare inferiore all’1% delle risorse complessive.  In generale, il partito di Matteo Renzi ha lamentato una totale mancanza di chiarezza su come e da chi verrà gestita l’enorme quantità dei fondi che arriverà dall’Unione Europea ed in più ha ritenuto incomprensibile la non adesione al Mes. Ricordiamo che il Recovery Plan prevede l’arrivo di circa 209 miliardi di euro ripartiti in 81,4 miliardi in sussidi e 127,4 miliardi in prestiti che dovranno rispettare le rigorose linee guida dettate dall’UE.

Sempre sul fronte economico, infine, il Governo è al lavoro su un nuovo decreto Ristori che, a prescindere dall’evoluzione della crisi politica, verrà emanato avendo la piena convergenza di tutte le forze politiche che hanno già votato lo scostamento di bilancio. Il provvedimento dovrebbe contenere una nuova tornata di contributi a fondo perduto che, a differenza dei precedenti, vedrebbe un ampliamento della platea con l’eliminazione del vincolo dei codici ATECO e l’inserimento del requisito del calo di fatturato nel 2020. Dovrebbero essere poi inserite ulteriori misure a favore di famiglie e lavoratori.

Nel frattempo con un comunicato stampa del 29 Gennaio, la presidenza del Consiglio dei Ministri ha annunciato la proroga ufficiale dell’invio delle cartelle esattoriali facendo slittare il termine al 28 Febbraio 2021.

Vincenzo Persico

Classe 1991, laureato in Economia Aziendale all’Università Federico II di Napoli ed Esperto Contabile. Interessi particolari : sport, politica e soprattutto economia. Si occupa per il giornale, in particolare, di Tributaria ed economia nazionale.