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Che cos’ è la Napoletanità..e perché spesso è mal interpretata

In questi giorni Napoli  è stata messa sotto accusa, perché le le sue manifestazioni d’amore per la scomparsa di Pino Daniele, da alcuni  giudicate eccessive, avrebbero superato il limite tra commozione, ricordo e idolatria.

In effetti Napoli, è da sempre aspettata al varco, per esaltarla o denigrarla.

Difficile a quanto pare dare giudizi equilibrati su un popolo che nel bene e nel male è stato sempre al centro dell’attenzione.

Perché Napoli è una città che in ogni caso coinvolge,impossibile esserle indifferenti. Perciò ogni giudizio è forzatamente parziale.

La si ama o la si odia. Non ci sono vie di mezzo. E proprio da questa sua personalità poliedrica, inafferrabile, ironica, amara, vulcanica e devota , nasce quello stato d’animo indicato con il termine “Napoletanità”

“La napoletanità” è difficile da definire: sfugge ai luoghi comuni, alle logiche prevedibili, e quindi al giudizio, alla definizione di un carattere, che a Napoli ha la consistenza del fuoco, del caos che dura poco, di un’eruzione vulcanica che non esplode e quindi non semina vittime Nessuno mai è morto o ha ucciso per “Napoletanita”. Quindi non è una malattia.

E’ quel colore dell’anima che la rende unica, indefinibile, così vicina e calorosa, eppur troppo lontana per essere compresa davvero