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L’emergenza coronavirus in Italia è diventata una caccia alle streghe?

Prima ci furono i runner, poi vennero i baristi, sopraffatti dai migranti, ora i festaioli. In Italia, a ragione o a torto, la colpa del coronavirus è sempre di qualcuno. L’errore di base, premetto, è proprio questo: identificare il colpevole in qualcuno e non in tutti. A partire dal Governo che ha disposto regole draconiane senza però avere il giusto arsenale di strumenti di controllo, passando per giovani scellerati e politici attaccabrighe, finendo con virologi affamati di riflettori. L’errore, ancora una volta, è stato quello di ridurre la categoria al singolo. Le immagini dei giovani che si mostrano sui social imbracciando Belvedere e Dom Perignon in discoteca, senza mascherina e incollati l’un l’altro, sono ovviamente indifendibili, ma non si può per questo attaccare tutta la categoria dei giovani, nè tutti quei locali della movida che hanno cercato di organizzare le proprie attività tentando di far rispettare le regole.

C’è chi ha preferito il profitto alla salute, chi ha scelto la massa di una discoteca al turismo di prossimità, chi ha optato per la via del negazionismo sulla base di un post su Twitter o un video su Youtube. C’è chi ha sbagliato, ma c’è anche chi si è reinventato, chi ha rimodulato il proprio lavoro, chi ha addirittura chiuso. Un’attività difficile, al limite dell’impossibilità, perchè è effettivamente complicato aprire una discoteca all’aperto e garantire che centinaia di ragazzi ballino con la mascherina e a distanza. Una pagliacciata imporlo e credere che possa funzionare, un’ipocrisia chiudere tutto all’indomani del Ferragosto, quando i giochi sono abbastanza chiusi. Ancora una volta è stata decantata la “favoletta” del buon senso, spiattellata ai quattro venti mentre un barbiere prendeva 1000 euro di multa e le discoteche erano piene.

L’impressione è che ci si ritrovi in un tutti contro tutti, in cui il Governo se la prende con i cittadini, i cittadini se la prendono con il Governo, le opposizioni se la prendono un po’ con tutti, i giovani se la prendono con gli adulti, gli adulti se la prendono con i giovani e Salvini se la prende con i migranti. Una vera e propria caccia alle streghe (anzi, all’infetto). Ma di chi è la colpa? Cosa si può fare? Le discoteche andavano chiuse? Ovviamente, si. I “locali da ballo” erano in evidente contrasto con le basilari regole anti-Covid, e non solo da Ferragosto in poi. Le prime vittime però sarebbero state tutte quelle persone che sgobbano ai tavoli, nelle cappotterie, nei parcheggi, sono loro che anche ora avranno la peggio ed è a loro che bisognava e bisogna per primi dare sostegno. Si è scelto invece di chiudere gli occhi e aprire tutto.

Ma dare la colpa al Governo è troppo facile. Anche questa volta il nemico degli italiani sono gli italiani stessi. Tutti quelli che la mascherina la usano come braccialetto anche in mezzo a decine di persone, tutti quelli che al rispetto delle regole preferiscono presuntuosamente sbocciare bottiglie sotto la luce dei flash, tutti quelli che trovano godimento nel mostrarsi più forte delle autorità. Ecco perchè la colpa è un po’ di tutti e un po’ di nessuno. Analizzare la pandemia da coronavirus è sempre un gioco intellettuale molto difficile, a metà tra i ceffoni e gli applausi, ma una cosa è certa: non ne usciremo tutti certamente migliori di prima. Chiudere le discoteche un paio di settimane prima e tentare di aprire le scuole in moderata sicurezza è la via più ovvia. Un Paese che non lo capisce e che preferisce i tavoli dei privè ai banchetti delle scuole è un Paese che è si è rotto le ali ancor prima di spiccare il volo.

Nello Cassese

Classe 1994, laureato in Scienze della Comunicazione, frequenta il corso di laurea magistrale Corporate Communication and Media all’Università degli Studi di Salerno. Appassionato di calcio e sport in generale, segue con interesse e impegno temi di attualità vari, in particolar modo quelli inerenti il sociale e il terzo settore. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal novembre 2016. Dal gennaio 2018 è direttore di 081news. Ha collaborato con il quotidiano online IlPopolareNews e con l'emittente televisiva nolana Videonola. Collabora come inviato sportivo per Il Giornale di Sicilia e come speaker radiofonico per Radio Antenna Campania.