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Coronavirus: (altri) 3 film da vedere in quarantena

La quarantena non accenna a finire. Reclusi in casa, ormai in pieno aprile, le giornate sembrano allungarsi all’infinito. Ma il distanziamento sociale, ci dicono, è l’unico modo che abbiamo per combattere il virus e limitare il contagio. Presto o tardi lo sconfiggeremo, questo è certo. Torneranno gli “assembramenti”, i baci, gli abbracci. Torneranno i semplici caffè con gli amici che abbiamo sempre dato per scontati e di cui solo ora stiamo comprendendo il reale valore. Forse era una lezione che ci serviva, ammettiamolo. Ne faremo tesoro per sempre.

E quando tutto questo sarà finito organizzeremo un evento fantastico, come ha detto qualche giorno fa fra le lacrime Maurizio Oliviero, rettore dell’Università degli Studi di Perugia, ci ritroveremo tutti ubriachi a pomiciare sui prati, a ballare fino all’alba. Nel frattempo però ci tocca starcene chiusi in casa. Diciamocelo chiaramente: in una società frenetica come la nostra, non avevamo mai avuto tutto questo tempo a disposizione e molti sembrano trovarsi in difficoltà a riempire i vuoti. E allora eccovi serviti (altri) 3 consigli cinefili che potrebbero venirvi in soccorso nell’inedia di questi giorni:

1 – DRIVE (2011)

La pellicola di Nicolas Winding Refn (basata sull’omonimo romanzo di James Sallis) segue le vicende di un pilota d’auto interpretato da Ryan Gosling che arrotonda in maniera a dir poco losca il suo lavoro di meccanico e stuntman cinematografico a Hollywood. Misterioso delinquente, ma anche eroe solitario, senza nome, dai dialoghi rarefatti: un personaggio suggestivo e calamitico che strizza l’occhio alla poetica antieroistica di Sergio Leone. Perché dovreste guardare Drive? Perché è un film di Refn, perché è stato premiato a Cannes, perché la colonna sonora vi rimarrà in testa per mesi, perché contiene una delle scene di bacio più belle di sempre… E per un milione di altri motivi che adesso sarebbe troppo lungo spiegare.

2 – CASTAWAY ON THE MOON (2009)

Agli amanti del cinema orientale, consigliamo di recuperare questa piccola perla coreana passata un po’ inosservata in Italia e firmata Lee Hae-jun. È la storia di un amore impossibile fra due emarginati, un giovane impiegato scaricato dalla ragazza e inguaiato di debiti che tenta il suicidio gettandosi da un ponte di Seul per poi risvegliarsi su un isolotto disabitato, e una hikikomori (termine giapponese per indicare chi sceglie di ritirarsi dalla vita sociale) che vive segregata da tre anni nella sua stanza, immersa nella realtà virtuale dei social, e spia il mondo attraverso il teleobiettivo della sua macchina fotografica con cui è solita scattare foto alla luna. Una storia, delicatissima, di disperazione e speranza. Si ride e si piange. Rimane dentro, per sempre. Per chi volesse approfondire, la recensione completa la trovate qui.

3 – NON ESSERE CATTIVO (2015)

L’ultima opera del maestro Caligari (uscita postuma) e, semplicemente, per noi il più bel drug movie di sempre. Perché non è solo un film sulla droga, ma una riflessione generazionale e umana dal valore universale. Caligari riprende un discorso aperto molti anni fa da Pasolini (e interrotto brutalmente dal suo assassinio) per portarlo al suo esito finale, meraviglioso punto di non ritorno. Scusateci se ci sbilanciamo tanto, ma Caligari, artista sconosciuto ai più, rubato al cinema dalla televisione (la sua filmografia conta sole tre pellicole: Amore tossico, 1983; L’odore della notte, 1998; Non essere cattivo, 2015), merita sicuramente di essere riscoperto. Dategli una possibilità, non ve ne pentirete. Del resto, ben pochi possono accostarsi a Pasolini senza sfigurare. E comunque la performance dei due protagonisti, Luca Marinelli e Alessandro Borghi, vale da sola a giustificarne la visione.

 

Felice Sangermano

Classe 1986, appassionato di cinema e letteratura. Freelance blogger e scrittore. Autore preferito: Louis-Ferdinand Cèline. "Sono un po' più allegro di lui però" dice lui.