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L’allarme di De Luca: “300 contagi familiari in pochi giorni in 7 Comuni”

Il monitoraggio quotidiano dei casi di contagio in Campani fa rilevare la presenza di interi gruppi familiari positivi. La situazione è preoccupante in alcune realtà della provincia di Napoli, dove nei giorni scorsi si sono registrati comportamenti poco responsabili da parte di gruppi di cittadini“. Ad affermarlo è il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che accende la spia dell’allarme per via di molti atteggiamenti superficiali di cittadini campani. La situazione sul territorio regionale è delicata ma controllata, i positivi sono circa 3800 e i morti poco meno di 300, ma alcuni piccoli focolai potrebbero far peggiorare la crisi, ragion per cui il governatore ha puntato i fari su alcuni anormali picchi di contagio.

In particolare, si sono registrati 61 casi a Casoria, 58 a Giugliano, 52 a Pozzuoli, 52 a Marano, 49 ad Afragola, 26 a Frattamaggiore, 10 a Frattaminore, per un totale di 308 contagi. “L’Asl Napoli 2 è impegnata in un lavoro straordinario per ricostruire la catena di rapporti avuti dai contagiati, ed evitare la diffusione dell’epidemia. Ma è necessario avere comportamenti rigorosi, e non i rilassamenti che in quei territori si sono registrati, con centinaia di persone in mezzo alle stradeha continuato il presidente De LucaInvito le Forze dell’ordine, le unità dell’Esercito, le Polizie municipali a sviluppare il più rigoroso controllo per contrastare atteggiamenti scorretti. L’Asl Napoli 1 è impegnata a contenere, con i necessari controlli territoriali, un focolaio di contagio che è emerso nella città di Napoli, nell’area del Vomero. È urgente anche qui, ampliare e rendere rigorosi i controlli. Dovrebbe essere chiaro a tutti che i comportamenti scorretti offendono e danneggiano la stragrande maggioranza dei cittadini che rispetta le regole con grande spirito di sacrificioconcludeCosì come dovrebbe essere chiaro che più si è responsabili, prima finisce questa emergenza. È evidente che il permanere di situazioni di rischio renderebbe inevitabili misure territoriali di quarantena ancora più pesanti“.