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Conte interviene in Parlamento ma si scatena un tutti contro tutti

L’intervento di Conte, prima alla Camera e poi al Senato, ha suscitato le contestazioni di tutte le opposizioni. La prima interruzione è arrivata dai banchi della Lega. Conte è stato costretto a fermare il proprio discorso dopo pochi secondi a causa delle intemperanze di un deputato leghista che rifiutava di indossare la mascherina. Il deputato ha inscenato in modo plateale il suo disaccordo rispetto al fatto che Conte parlasse senza utilizzare la mascherina. Come ricordato dal presidente della Camera Fico, tuttavia, poco prima si era stabilito di procedere in questo modo, data la distanza di sicurezza mantenuta tra chi occupava i banchi del governo.

Teatrini a parte, diversi leader non hanno perso l’occasione per intervenire personalmente ed esprimere le proprie posizioni rispetto all’operato del governo. La Meloni ha denunciato il mancato coinvolgimento delle opposizioni in un momento tanto delicato per il Paese. La leader di Fratelli d’Italia ha lamentato un deficit democratico, criticando la maggioranza e chiedendo di essere maggiormente coinvolti nelle scelte da prendere per le fasi future dell’emergenza.

Salvini, che non ha rinunciato ai selfie tra i banchi del Senato, ha criticato le scelte del Governo e iniziato un’occupazione dell’aula. Per tutta la notte i parlamentari della Lega sono rimasti ai loro posti, in segno di protesta e rivendicando la necessità di risposte chiare e veloci dal Governo. Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno preso però le distanze dal gesto della Lega, alimentando ulteriormente le voci di una spaccatura del centrodestra.

Ma il premier non deve guardarsi solo dalle opposizioni. Anche da Italia Viva, partito che sostiene l’esecutivo, sono arrivate critiche per bocca del leader Matteo Renzi. L’ex Presidente del Consiglio ha ribadito la sua posizione riguardo la riapertura. Facendosi portavoce dei morti di Bergamo, ha detto che in ricordo di questi è giusto ripartire e tornare a vivere il prima possibile. Parole che gli sono costate molte critiche e che lo hanno costretto alle scuse pubbliche. Scuse accompagnate da accuse a chi ha voluto strumentalizzare le sue parole. Lo stesso Renzi nel suo intervento si è detto preoccupato per l’utilizzo eccessivo ed arbitrario dei dpcm.

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.