Input your search keywords and press Enter.

Giuseppe Conte si dimette e attacca Salvini

Doveva essere una seduta sorprendente e lo è stata. Il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha risposto in Senato alla mozione di sfiducia della Lega. Conte ha annunciato infine le sue dimissioni ed ha attaccato Salvini, tacciato di opportunismo politico e di irresponsabilità:

La nostra esperienza di Governo, per quanto mi riguarda, è conclusa. Consegnerò le mie dimissioni al presidente Mattarella. Abbiamo governato senza dar conto ai like sui social e senza cercare nemici in chiunque. Una cosa la vorrei dire, però, al ministro Salvini: non è corretto usare nel linguaggio politico stemmi e simboli religiosi, questo va contro, prima di tutto, alle fondamenta laiche di questo Stato.

Secca (e molto contestata) la risposta di Salvini, che ha tirato in ballo (ironicamente) i due giornalisti Travaglio e Saviano, Renzi, la Boschi e citato Giovanni Paolo Secondo:

Rifarei tutto quello che ho fatto. Sono un uomo libero e voglio un paese libero dai poteri dell’Unione Europea. Siamo dipendenti statali e i nostri padroni sono solo gli italiani. L’ Italia che immagino nel 2050 è quella che evita 10 milioni di immigrati e 6 milioni di emigranti italiani, è un’ Italia che invece cresce. Noi non abbiamo paura delle elezioni, a meno che il Movimento non voglia andare al governo con il Partito di Bibbiano.

Più breve, ma energica, la contro risposta di Renzi:

Ricordo quando dicevate che givernavate 50 anni con questa maggioranza, ricordo quando Giorgetti della Lega dava ai colleghi le mie foto per schernire la mia attività politica. Abbiamo lasciato un Governo che era passato da un segno meno ad un segno positivo, ora c’è lo spettro dell’aumento dell’Iva. Avete seminato odio, ora un ragazzo con carta d’identità italiana non può entrare in una spiaggia del nord – est. Con questa dialettica dell’odio ancora oggi avete bloccato in mare da giorni delle persone. Comunque vada, Salvini, quereli Savoini e dia chiarimenti sulla più grande tangente della nostra storia (presunti fondi illeciti alla Lega da industriali russi, ndr).