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Conte: “Non allentiamo le restrizioni, dobbiamo prepararci ad una nuova fase”

Restrizioni prorogate fino al 13 aprile. Dopo l’annuncio del ministro Speranza, è arrivata l’ufficialità del premier Conte nella conferenza in serata. Il primo ministro ha voluto inizialmente sottolineare i dati che riguardano i cittadini che infrangono le restrizioni:

Pochi irresponsabili danneggiano tutti. C’è infatti una minoranza di persone che non rispetta le regole, ecco perchè abbiamo disposto sanzioni severe e misure onerose. Non ci possiamo permettere che le irresponsabilità di alcuni rechino danni a tutti.

Spazio poi all’analisi del contagio in Italia:

Se i dati si consolidano allentiamo le misure e arriveremo alla fase 2 di convivenza con il virus. Lo sforzo che stiamo facendo ci consentirà sicuramente di valutare una prospettiva diversa ma solo nel momento in cui il consiglio degli esperti ce lo dirà, permettendoci quindi di cominciare con l’allentamento delle misure. Non siamo sicuri che possa essere dirvi il 14 aprile, ma dobbiamo valutare la prospettiva di una fase 2, ovvero quella della convivenza con il virus, solo dopo potremo entrare nella fase 3 che è quella dell’uscita dell’emergenza con il ripristino delle attività lavorative e sociali.

Delucidazioni anche sulla circolare del Viminale sulla possibilità di poter uscire con i figli piccoli e sul divieto degli allenamenti per gli sportivi: 

Non abbiamo assolutamente autorizzato i bambini ad andare a spasso, nè dato il consenso all’ora del passeggio coi bambini. Si prevede però che, quando un genitore va a fare la spesa, può essere accompagnato da un bambino. Sottolineo però che questa non deve essere l’occasione per andare a spasso evitando così le misure restrittive. Nel nuovo DPCM abbiamo inoltre vietato gli allenamenti anche degli atleti professionisti, le società sportive non possano quindi pretendere l’esecuzione di una prestazione sportiva anche solo nella forma di un allenamento. Ovviamente gli atleti continueranno ad allenarsi ma non lo faranno in maniera collettiva bensì individuale.

Il primo ministro ha poi chiosato parlando delle misure europee per l’emergenza coronavirus:

Il Mes è inadeguato ad oggi per come è strutturato. È uno strumento nato per choc asimmetrici, ma noi stiamo attraversano uno tsunami. Il Mes può essere in prospettiva un’ottima arma ma solo se verrà snaturato e posto nell’ambito di un ampio ventaglio di interventi, senza condizionalità alcuna.