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Dalla musica in strada fino al successo di X Factor: Comete si racconta

27 anni, di Roma, un successo straordinario ad X Factor 2019. Eugenio Campagna, alias “Comete“, è il nuovo protagonista della nostra rubrica musicale. Ecco l’intervista completa:

Come mai la scelta di questo nome d’arte?

Questa scelta è nata perchè a tavolino pensavo sempre al nome “come te”. Non aveva senso ma mi piaceva a livello concettuale dato che pensavo di voler essere come le persone che mi seguono senza stare su un piedistallo, alla fine ho unito la parola ed ho spostato l’accento.

Cosa pensi di questo momento e di come gli artisti stanno intrattenendo?

La cosa bella è appunto che molti artisti ci stanno intrattenendo e anche io nel mio piccolo provo a farlo. Vedo persone come medici ed infermieri che fanno un lavoro più importante e fanno di tutto per noi, così anche io volevo contribuire alla causa.

Che musica preferisci ascoltare? Ho sentito che ascolti moltissimi generi differenti.

Amo Pino Daniele e prima spesso cantavo le sue canzoni, ma ora che ho un pubblico più eterogeneo evito di cantare in napoletano. Lui però è “nu piezz e cor”, come si dice a Napoli.

Quali sono i tuoi prossimi progetti musicali?

Tra pochissimo ci sarà una bella sorpresa, ho spinto tanto sul lato discografico e infatti c’è una cosa pronta per uscire. Non sarà “Glovo” perché voglio aspettare per farla uscire quando potremo cantarla tutti insieme.

Con chi hai legato maggiormente durante il tuo percorso a X-Factor?

Con La Sierra è il rapporto che sta andando avanti di più, ci siamo proprio trovati. Avevamo anche pensato di lavorare ad un pezzo insieme, è solo una chiacchiera per ora ma vedremo se si concretizzerà.

Ti piacerebbe portare la tua musica dal vivo il prima  possibile?

Quello è lo scopo massimo, lavoro per questo. Adesso sto lavorando per creare un repertorio personale per  portare il tutto in live. Ho suonato per quattro anni per strada a Roma e questo mi manca molto, vivevo con quello, se non suonavo non potevo fare la spesa. Suonare è dare qualcosa alla gente, il ritorno più bello e vedere un sorriso o una lacrima dal vivo, mi sento realizzato e faccio musica per questo.

Francesco Amato

Classe 1998, studente di Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Salerno. Appassionato di musica, comunicazione digitale e giornalismo. Una frase che lo identifica? "Non si scrive perché si ha qualcosa da dire ma perché si ha voglia di dire qualcosa”