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Clima teso all’ospedale di Nola, sindacati: “polizia all’ultima riunione”

Intasato, disorganizzato, abbandonato a sè stesso. L’ospedale di Nola è ormai da anni un complesso poco funzionale e i gravi deficit sono sulla bocca di tutti i pazienti che non esitano a scegliere cliniche private per le proprie cure. Le difficoltà riscontrate sono state segnalate dai sindacati, con tanto di comunicazioni ufficiali, ma la noncuranza della direzione sanitaria ha creato un clima di tensione tra le due parti che non si è tuttora placato, neanche dopo alcuni tentativi di raffreddamento e riconciliazione. Nell’ultima comunicazione ufficiale firmata CGIL, FSI, UIL, FP, FPL, FIALS, NURSING UP si legge:

“In merito alla nota di cui in oggetto le OO.SS. CGIL-FP – UIL-FPL – FSI – FIALS – NURSING
UP respingono con fermezza quanto affermato dal dott. Panaro Commissario Straordinario ASL NA 3
SUD in merito alle accuse di pretestuose iniziative delle OO.SS. aziendali di denigrare e sovvertire la
responsabile, retta e trasparente azione del management dell’Azienda. Inoltre è doveroso precisare al dott. Panaro che se, allo stato, persistono condizioni di incomprensioni e incomunicabilità tra le parti ciò è dovuto principalmente al mancato rispetto dell’accordo sottoscritto in sede di prefettura il 10 luglio 2015 alla presenza del Vice-prefetto aggiunto dott. Del Prete che aveva convocato le parti per esperire il tentativo di conciliazione di cui all’art. 2 comma 2 della Legge 146/90 m. i. dalla Legge 83/2000 in merito alla denuncia di gravi problematiche assistenziali e amministrative della predetta Azienda sanitaria. Nelle suddetta sede la S.V., insieme al management dell’ASL NA 3, ha sottoscritto un verbale nel quale dichiarava, al fine di considerare esperito con esito positivo il tentativo di conciliazione, la disponibilità ad accogliere la richiesta delle OO.SS., relative all’aperura dei tavoli emergenziali, con la presenza del Commissario Straordinario, del Direttore dell’Area Sanitaria e dei Direttori Sanitari e Amministrativi dei plessi ospedalieri.”

Un clima teso che, secondo quanto affermato dalle associazioni sopracitate, avrebbe portato anche alla presenza di forze dell’ordine durante alcune riunioni. Viene riportato infatti:

“Le scriventi OO.SS. sono state sempre rispettose del loro ruolo istituzionale e in nessun caso
hanno invaso gli uffici di direzione e creato disagio o impedimento all’utenza ed ai vari colleghi
nell’espletamento dei loro compiti di pubblico servizio. Sono proprio le scriventi invece a stigmatizzare e contestare una condotta intimidatoria e repressiva messa in atto dal dott. Panaro (vedi l’ultima riunione del 14 ottobre c.a. condotta dai vertici aziendali e un rappresentate dalle parti sociali alla presenza di personale della Polizia di stato con il presidio di 2 blindati dei carabinieri con uomini e mezzi a bordo antisommossa) per nulla espressione di un sistema democratico che cerca il dialogo tra le parti al fine di stabilire un rapporto più corretto e costante nel rispetto dei ruoli di ciascuno, ed al netto dei costi che ricadono sui cittadini che pagano le tasse.”

Le accuse delle associazioni continuano:

In parallelo a questi tavoli emergenziali nel mese di luglio si sono avute riunione tecniche e a
seguire una sequela di tavoli in cui l’amministrazione non ha mai fatto una proposta, anzi terminando il percorso, a fine luglio, con l’impegno che avrebbe riconvocato a settembre le OO.SS. per una proposta globale che si sta ancora aspettando, mentre si deve assistere inermi al progressivo e costante declino dei livelli essenziali di assistenza, con code interminabili agli sportelli, ticket sanitari da pagare in farmacia, disagio agli utenti costretti a prenotare visite specialistiche, per poi ritornare ad esibire la ricevuta di pagamento ed aspettare il fatidico giorno della visita; dei disabili, anziani e malati di cancro abbandonati a loro stessi, mentre le loro famiglie devono sostenere un enorme carico assistenziale, emotivo ed organizzativo da sole anche per la carenza di un servizio domiciliare inadeguato. Per non parlare della gestione approssimativa del Parco autoambulanze, raccolta sangue ed emoderivati, che ormai si compra all’esterno con aumento a dismisura della spesa, quando con costi modesti era una risorsa non trascurabile e in grado di rifornire in tempi reali anche altri ospedali.Turni massacranti del personale in particolare quello infermieristico al limite del tracollo psicofisico sottoposti a continui linciaggi da parte dell’utenza che vuole e pretende giustamente una adeguata e celere risposta ai propri bisogni assistenziali.

Infine, l’appello al presidente della Regione De Luca e al Presidente della V Commissione Sanità della regione Campania On. Topo:

le sottoindicate OO.SS, Territoriali e Regionali chiedono al Presidente della Regione Campania, On. De Luca ed al Presidente della V Commissione Sanità, On. Topo un forte intervento risolutivo al fine di consentire all’utenza di un milione e trecentomila persone di avere un assistenza sanitaria degna di questo nome.