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Nuove restrizioni economiche di Conte: chiuse tutte le fabbriche non necessarie

Nuove restrizioni economiche per combattere il coronavirus. Il premier Conte dà un’accelerata alla macchina emergenziale italiana e blocca tutte le attività industriali ed economiche non ritenute ora necessarie e strategiche:

Questa sfida è la più dura della nostra storia dal dopoguerra in poi. Fa male dover considerare ogni giorno tante morti dei nostri concittadini. I nostri valori ci impongono una cosa: per noi non sono numeri, sono storie di famiglie stroncate, sono gli affetti più cari che vanno via. Vi abbiamo chiesto sacrifici, stiamo soffrendo, ma i risultati non si vedranno a breve, dobbiamo resistere. Oggi facciamo un altro passo in avanti: chiudiamo tutte le aziende che non sono ora necessarie. Abbiamo lavorato duro con i sindacati, chiudiamo quelle filiere che ora non sono strategiche per il sostentamento del Paese. Restano aperti i supermercati, non abbiate paura e non fate file lunghe. Restano aperti anche i servizi di trasporto, finanziari bancari, le farmacie. Rallentiamo il nostro Paese ma non lo fermiamo. Uniti ce la faremo.

Già in giornata misure forti erano state già prese dalla giunta regionale in Lombardia, la regione più colpita: il divieto di assembramento nei luoghi pubblici (fatto salvo il distanziamento) e conseguente ammenda fino a 5mila euro; sospensione dell’attività degli uffici pubblici (fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità); sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere essenziali; sospensione dei mercati settimanali scoperti; sospensione delle attività inerenti ai servizi alla persona; chiusura delle attività degli studi professionali (fatta eccezione per quelle relative ai servizi urgenti o in scadenza); chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza; sospensione delle attività nei cantieri edili, fatta eccezione per quelli legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre quelli stradali, autostradali e ferroviari; chiusura dei distributori automatici “h24” che distribuiscono bevande e alimenti confezionati; divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente.