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La censura italiana sugli Anime: il caso di “È quasi magia Johnny”

[PARTE 1…] LA CENSURA  Uno dei casi più palesi di censura nel mondo degli Anime in Italia è la serie animata trasmessa con il titolo È quasi magia Johnny sull’emittente televisiva Italia 1, all’interno del contenitore pomeridiano Bim Bum Bam, dal 24 gennaio al 28 maggio 1989. La prima edizione (che per convenzione denominiamo ed. Mediaset) è caratterizzata da una pesante opera di censura volta a riadattare la serie per un pubblico di età inferiore a quello cui l’anime è palesemente destinato (adolescenti dai 15 anni in su). I cambiamenti non riguardano solo una diversa titolazione e la sostituzione dei nomi nipponici dei protagonisti con altri italo-anglofoni. Lo stesso tema principale del cartone sembra incentrato sui poteri extrasensoriali di Johnny e, in pratica, in tutti gli episodi sono presenti tagli che riguardano scene ritenute non adatte a spettatori bambini.

Due episodi sono stati inoltre del tutto cancellati dalla trama in quanto mostravano, rispettivamente, una scena di nudo con Kyōsuke/Johnny ipnotizzato in cerca di biancheria intima femminile (ep. 35) e la violenza di uno scontro fra bande di teppisti in cui finiscono coinvolti i protagonisti (ep. 37). Senza parlare del doppiaggio: benché si tratti di doppiatori dalla carriera onorevolissima – Davide Garbolino (Johnny), Marcella Silvestri (Sabrina) e Marina Massironi (Tinetta) – il risultato è un tono troppo soft rispetto all’età dei protagonisti.

Ma niente paura. Per chi volesse recuperare l’anime, sappiate che dopo la pubblicazione del manga (in Italia è arrivato prima il cartone), nel 1996 la serie animata è stata ripubblicata in 16 VHS con un nuovo doppiaggio che conserva i nomi nipponici dei personaggi: Massimiliano Alto (Kyōsuke), Stella Musy (Madoka) e Laura Lenghi (Hikaru) e reintegra le parti tagliate (alcune ridoppiate, altre in lingua sottotitolata). Anche il titolo aderisce meglio a quello giapponese: Orange Road. L’editore stavolta è la Dynamic Italia (dal 2004 nota come Dynit s.r.l.). Come per le vecchie, anche fra le nuove voci ce ne sono di note agli (ex) bambini degli anni 80/90 (Massimiliano Alto, ad esempio, che ha reso immortale l’Aladdin disneyano) ed in questo caso riflettono molto più fedelmente l’età adolescenziale dei protagonisti. Si deve alla Yamato Video una ulteriore edizione in 10 DVD uscita nel 2003 che, oltre a mantenersi fedele all’operazione Dynit, cambia il titolo della serie e quello dei singoli episodi ricalcando testualmente gli originali nipponici. Capricciosa Orange Road è, in definitiva, la versione migliore e più recente (che vi consigliamo di recuperare). Sempre a “Santa Yamato” si deve inoltre la versione non censurata degli OAV.

Riguardo ai due film d’animazione, il primo (È quasi magia Johnny: Una difficile scelta) rappresenta uno pseudo-finale della serie. Tutt’ora se ne conosce solo l’edizione Mediaset (trasmessa nel 1994) che non rileva azioni di censura, ma mostra un tono eccessivamente drammatico, tanto da rasentare il tragico (la rottura definitiva con Tinetta fa davvero piangere e mostra un lato quasi crudele di Johnny).

Il secondo (Orange Road The Movie: … e poi, l’inizio di quella estate) è tratto dal primo romanzo di una serie di light novel (Shin Kimagure Orange Road) e rappresenta un sequel conclusivo dell’anime. I disegni sono completamente diversi dalla serie animata che viene in parte citata attraverso flashback dei protagonisti in età adulta. Trasmesso da Mediaset nel 2000 con il titolo È quasi magia Johnny: Un amore infinito, ha anch’esso subìto tagli e censure, ma già nel 1999 la Dynamic Italia aveva pubblicato il film in VHS con un adattamento fedele che poi, nel 2006, è diventato quello definitivo grazie all’edizione in DVD per la Yamato Video.

CONCLUSIONI In definitiva, cosa resta da dire? A nostro modo di vedere, la censura è una pratica barbara praticata a fini commerciali (come sempre), ma mai veramente necessaria (se proprio alcune scene sono ritenute inadatte ai più piccoli, si vieti la visione sotto una certa soglia di età), fin troppo invasiva e assolutamente mortificante per l’opera originaria (oltre che per lo spettatore). In ogni caso, se proprio non la si può evitare, ci sono modi più intelligenti e discreti di applicare la censura in maniera efficace.

È quasi magia Johnny è un cartone animato che racconta le vicissitudini di un gruppo di adolescenti che affrontano i tipici problemi legati alla loro età. L’atmosfera diverte ed emoziona grazie anche ad una dose di fantasy che arricchisce la trama. Le insicurezze del protagonista maschile, il carattere difficile della ragazza che lo affascina, la spontaneità di quella che si innamora di lui… tutto fa parte di un percorso che puntata dopo puntata porta ad un graduale cambiamento dei personaggi. Un caldo percorso di crescita e formazione che risulta ancora apprezzabile, ma comunque svilito nella prima edizione censurata Mediaset.

L’animazione giapponese, è ora di capirlo una buona volta, non è un prodotto per bambini. E quella degli anni Ottanta e Novanta, in particolare, vanta tutta una serie di indimenticabili capolavori che possono insegnare ancora molto alla gioventù di oggi, sempre più priva di valori e schiava dell’illusione di un benessere ottenuto con troppa facilità.

Ma questa… è un’altra storia.