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Scoppia un altro caso Sea Watch: 47 migranti bloccati senza poter sbarcare

E’ scoppiato un altro caso Sea Watch al largo delle coste italiane. Alcuni giorni fa la ONG tedesca aveva salvato 47 migranti e li aveva caricati a bordo, cercando un porto sicuro. L’Italia e Malta avevano vietato lo sbarco, l’Olanda aveva consigliato al capitano di andare verso la Tunisia. Quest’ultimo, dopo la non tempestiva risposta di Tunisi (considerato non un porto sicuro) e, viste le avverse condizioni di tempo, ha deciso di virare verso Siracusa dove però non hanno ricevuto l’assenso per lo sbarco.

La nave resta quindi per ora senza possibilità di sbarco, mentre la capitaneria di porto ha emesso nelle ultime ore un ordine di non navigazione nello specchio d’acqua attorno alla Sea Watch per motivi igienici e di ordine pubblico. Una ordinanza che non ha tuttavia ostruito la delegazione PD che, dopo il permesso degli organi competenti, è riuscita a salire a bordo per controllare le condizioni dei migranti. In Italia è montata la protesta, sono in molti a chiedere lo sbarco immediato (tra cui ancora una volta la Chiesa tramite la Caritas), ma Salvini ironizza sui social (“L’accademia della Crusca sarà d’accordo?” ha detto in risposta allo striscione “scendeteli!“). Il Governo sta tentando di trovare un accordo con quello olandese (la nave è tedesca ma batte bandiera olandese) ma dall’Aja sono irremovibili per il momento.

L’ennesimo caso diplomatico è scoppiato nelle acque italiane, un altro esempio di come la teoria dei “Porti Chiusi” sia sempre meno una vera e propria chiusura ermetica e sempre di più una persiana che si chiude a comando. Nel frattempo, altre 47 anime aspettano di conoscere il loro destino.

 

[Foto Ansa]