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Casamarciano, la sezione PD nega i tesseramenti. Manzi: “storia imbarazzante”

Tesseramenti negati e sezione locale chiusa, un caso che lede l’immagine del Partito democratico. E’ quanto sostiene il sindaco di Casamarciano Andrea Manzi all’indomani della sospensione delle iscrizioni al partito decisa lo scorso 30 gennaio dal coordinatore del circolo territoriale ad un giorno dalla scadenza dei termini. Il coordinatore ha giustificato la scelta con “la numerosità delle richieste di adesione raccolte” il giorno precedente, ritenendo le domande di iscrizione un tentativo di ‘assediare’ il circolo locale. Accuse e allusioni che il sindaco di Casamarciano respinge. “Si tratta di un fatto imbarazzante- afferma Manzi-, una bega locale che purtroppo ha quale unico sgradevole risultato quello di ledere l’immagine del Partito Democratico. Avrei preferito che si evitasse che il partito fosse trascinato in una polemica montata ad arte e cagionata dall’approccio personalistico ed accentratore che qualcuno ha della politica”. “Il coordinatore- continua Manzi- violando palesemente lo Statuto ha deciso da solo ed unilateralmente di sospendere i tesseramenti. Ritenendo di potere gestire il partito come la propria casa, oltre che direttamente nella propria casa, senza interpellare i tesserati né convocare assemblee o diramare informative ha chiuso a doppia chiave la porta del circolo territoriale impedendo che altri cittadini, informati dell’avvio del tesseramento in gravissimo ritardo e in prossimità della data di scadenza, potessero dare la propria adesione democraticamente. Non c’è stato alcun assalto di truppe cammellate, né tentativi di golpe di presunti girovaghi della politica, ma solo il tentativo di nuovi aderenti o persone già tesserate di iscriversi nei termini. Cittadini reali, casamarcianesi in carne ed ossa e non ‘cinesi’ messi in coda per far numero. Nessuno ha assaltato Forte Apache, semmai altri si sono asserragliati nel loro impenetrabile e autoreferenziale fortino finendo per strumentalizzare un partito per i propri fini”. Manzi chiede infine un intervento della dirigenza provinciale e regionale del Pd: “A 24 cittadini di Casamarciano, e chissà quanti altri ancora, è stato impedito materialmente di iscriversi. Persone che si sono recate presso il circolo così come gli stessi dirigenti provinciali, in mancanza di informative locali, avevano chiesto di fare. Il coordinatore ha arbitrariamente deciso di non accogliere quelle adesioni, calpestando così quelli che sono i valori fondanti e le regole del Partito Democratico. Valori e regole cui alcuni a più riprese fanno riferimento, non disdegnando poi di mortificarle alla prima occasione. Per quanto mi riguarda, difendo e difenderò sempre la mia cultura democratica e la mia storia politica trasparente, tirata in ballo in questa vicenda in maniera puerile e solo per montare un inutile e inesistente scandalo. Al Partito Democratico chiedo che in questa vicenda venga dato un segnale, chiaro e definitivo, sulla necessità di conformarsi allo spirito dei Democratici che è quello di accoglienza, condivisione, partecipazione e rispetto delle regole”.