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Calcoli alla colecisti, quando affidarsi ad un medico: sintomi, cause e cure

(a cura del dott. Domenico De Vito) La colecisti, o cistifellea, è una vescicola di forma allungata che si trova a livello del margine inferiore del fegato, collegata ad esso e alla via biliare principale, mediante un piccolo condotto, chiamato dotto cistico. La sua funzione principale è quella di serbatoio della bile prodotta nel fegato, che riversandosi nel condotto principale, giungerà nell’intestino contribuendo ai processi di digestione.

In alcuni casi, tuttavia, accade che i componenti della bile possono cristallizzare e indurirsi all’interno della cistifellea: si formano così i calcoli. Essi si possono sviluppare quando c’è troppo colesterolo nella bile prodotta dal fegato: l’80% dei calcoli infatti sono di colesterolo, mentre il restante 20% di sali di calcio e bilirubina. La calcolosi della colecisti è una condizione piuttosto diffusa che interessa il 10%-20% della popolazione di età superiore ai quarant’anni. È più frequente nelle giovani donne con rapporto di 1:4 rispetto agli uomini.

I principali fattori predisponenti per l’insorgenza di calcoli biliari sono legati alla dieta ed includono anche:

  • Sovrappeso e obesità
  • Dieta ricca di grassi e colesterolo
  • Dieta povera di fibre
  • Rapida perdita di peso in breve tempo
  • Diabete mellito
  • Gravidanza
  • Storia familiare di calcoli biliari
  • Malattie del fegato
  • Assunzione di elevate quantità di alcolici
  • Assunzione di farmaci con alto contenuto di estrogeni
  • Assunzione di farmaci che contengono estrogeni, come i farmaci terapia ormonale

I sintomi dei calcoli della colecisti I calcoli della colecisti possono persistere per diverso tempo senza dare alcun segno della propria presenza e spesso vengono diagnosticati casualmente in corso di indagini eseguiti per altri motivi. I primi segni della loro presenza si avvertono sotto forma di quella che viene definita come colica biliare. Si inizia cioè ad avvertire tenue fastidio o dolore al fianco destro in particolare quando si mangiano alimenti fritti o ad alto contenuto di grassi. Altri sintomi sono: mal di stomaco, eruttazione, diarrea, nausea e mal-digestione che spesso scompaiono dopo 2-4 ore dal pasto. Nei casi più importanti, un calcolo depositandosi nel collo della cistifellea, può causare una infiammazione più seria, la colecistite, che si presenta con intenso dolore addominale nella regione superiore-destra, febbre, brividi, inappetenza e vomito verdastro. In un numero minore di casi, i calcoli possono ostruire i condotti attraverso i quali scorre la bile, si noterà dunque una rapida colorazione giallastra della cute (ittero) e se malauguratamente anche il condotto che porta i succhi pancreatici fosse bloccato, si verifica anche un’infiammazione del pancreas (pancreatite), con intenso dolore addominale a sbarra sotto lo sterno, che richiede un immediato ricovero in ospedale.

I sintomi di cui abbiamo prima parlato giustificano la visita di un medico, che può organizzare un’ecografia e fare un rinvio ad un chirurgo, se appropriato. Oltre alla diagnostica ecografica, se necessario possono essere richiesti altri esami più approfonditi, quali una Tac ed una ColangioRisonanza Magnetica Nucleare. Naturalmente, oltre alla radiologia (la diagnostica per immagini), è necessario completare la valutazione del singolo caso con esami di laboratorio, che diano informazioni su un eventuale stato infettivo in atto e sulla funzionalità del fegato e del pancreas.

I calcoli biliari non hanno bisogno di essere trattati se non causano problemi. I pazienti che hanno la colecistite o sono infastiditi dai sintomi dei calcoli biliari vengono trattati con la rimozione chirurgica della cistifellea, nota come colecistectomia. Oggi questa “rimozione” vede nella laparoscopia il suo “gold standard”, ovvero una tecnica ove le attuali conoscenza scientifiche la pongono come scelta principale. Questa tecnica, grazie all’utilizzo di una telecamera che proietta su un monitor le immagini, e con uno strumentario dedicato, permette di poter eseguire la quasi totalità degli interventi addominali, sia in urgenza che programmati. La tecnica consiste nel creare una cavità addominale (definita pneumoperitoneo) introducendo un gas (l’anidride carbonica – CO2)  o attraverso un ago o attraverso un trocar inserito direttamente o tramite una piccola incisione in addome. Il trocar è una cannula delle dimensioni che vanno dai 3 millimetri ai 15 millimetri, con dei sistemi di valvola, attraverso cui poter inserire la telecamera e gli strumenti operatori in addome.

Per quanto riguarda la colecistectomia normalmente si usano quattro trocar. L’intervento dura in media dai 40 ai 60 minuti. In presenza di calcoli della colecisti molto grossi può essere necessario allargare una ferita chirurgica (generalmente quella a livello ombelicale) per consentirne l’estrazione. Se il chirurgo primo operatorio lo ritiene necessario, può essere posizionato un drenaggio “spia” che viene fatto fuoriuscire dall’incisione cutanea del fianco destro. Nel decorso post-operatorio, il giorno dell’intervento è possibile bere sorsi d’ acqua e deambulare; il giorno seguente, eseguiti degli esami ematochimici di controllo, si riprende una normale alimentazione e può anche essere valutata una dimissione nella stessa giornata o per il giorno successivo (seconda giornata post-operatoria), con la consegna di una lettera in cui è  indicata la patologia, il trattamento, eventuali esami alterati o ritenuti importanti da segnalare, la terapia consigliata ed il programma di controllo.

Il dottor Domenico De Vito è Specialista in chirurgia generale,
Primario di chirurgia alla clinica “Villa Bianca” di Napoli