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“Bombshell”: il fascino della gonna e il coraggio dei pantaloni

Nel 1851 Elizabeth Smith Miller, conosciuta come Libby, fu la prima donna a indossare un paio di pantaloni. Un indumento considerato inusuale all’epoca, tant’è che la donna fu bersaglio di verdure e palle di neve. Quel movimento, da cui oramai sono trascorsi più di 150 anni, rivoluzionò il concetto del femminismo ma, come tutte le rivoluzioni, andò in contrasto con gli stereotipi del suo tempo.

La realtà della Fox News

Anno 2016, ci ritroviamo all’interno degli uffici della Fox News, il più grande network televisivo americano, dove nessuna donna indossa i pantaloni. Vestiti attillati e provocanti, indossati da giornaliste di bell’aspetto, sono anzi un obbligo da rispettare, sino a diventare la normalità aziendale. “Si tratta di un medium visivo”, è la frase che ripete spesso Roger Alies, leader del netowrk. Nel film, interpretato da un convincente John Lithgow, manovra e manipola le sue dipendenti ambiziose in cambio di favori sessuali.

Il movimento #MeToo

Bombshell – La voce dello scandalo è un film che parla di una storia vera che ha dominato la comunicazione americana negli ultimi anni, portando all’apice il movimento #MeToo, denunciando gli abusi sessuali sul posto di lavoro, in questo caso, nell’ambito televisivo. Attraverso tre linee narrative assistiamo a una storia cruda, che vede il potere prendere il sopravvento sulla dignità della donna. Protagonista più delle altre è Megyn Kelly, interpretata da una – come sempre – eccezionale Charlize Theron, la cui ascesa nei dieci anni di lavoro alla Fox News è raccontata attraverso flashback e un uso oculato del trucco (vincitore dell’ultimo premio Oscar, Kazu Hiro, lo stessò che trasformò Gary Oldman in Wiston Churchill ne L’ora più buia).

Spicca Charlize Theron, convince Margot Robbie

Megyn Kelly ha un ruolo di spessore e di potere all’interno dell’immensa rete di Fox News, ma dopo essersi scontrata con Donald Trump (nel 2016 candidato alla presidenza degli Stati Uniti), inizia a scorgere dai propri colleghi meno umanità e più opportunismo. La goccia che fa traboccare il vaso è versata da Gretchen Carlson, interpretata da un’attrice che non ha bisogno di presentazioni e ridondanti apprezzamenti: Nicole Kidman. Quest’ultima porta a galla gli abusi sessuali avanzati dal leader Roger Alies cercando la coraggiosa partecipazione delle altre dipendenti.

Ad avvalorare la massima narrativa dello Show, don’t tell ci pensa il personaggio comprimario (in questo caso fittizio) di nome Kayla Pospisil. Una giovane aspirante giornalista che vuole rendere fiera i propri genitori, da tempo legati alle trasmissioni di Fox News e descritte dalla stessa Kayla come una sorta di religione familiare (a dimostrazione di quanto i network riescano a insidiarsi nelle case, nel bene e nel male). Qui troviamo una Margot Robbie che ottiene la sua seconda candidatura agli Oscar, questa volta come Miglior Attrice Non Protagonista. Premio che, nell’ultima cerimonia dell’Academy è andato poi nelle mani di Laura Dern per il film Marriage Story. Tramite la sua storia vediamo la tangibilità degli abusi sessuali, Kayla infatti è un agglomerato di testimonianze reali e il suo personaggio ci drammatizza da vicino, grazie anche a una scena in particolare nell’ufficio di Alies che abbraccia e condanna il desiderio maschile.

Bombshell come gli show televisivi The Loudest Voice e The Morning Show

Come nel caso di recenti produzioni di questo 2020 cinematografico (pensiamo al toccante Il diritto di opporsi con Jamie Foxx o al più recente Cattive Acque con Mark Ruffalo) ci troviamo di fronte, ancora una volta, a una storia vera, una denuncia da portare avanti nonostante le complicazioni politiche, sociali ed economiche. Più che denunciare la perversione del sesso maschile, il film cerca di infondere una ricerca del coraggio per dire la verità. Molteplici infatti sono i riferimenti in merito alle fake news delle testate giornalistiche che aiutano o meno i politici di turno. Bombshell – La voce dello scandalo è uscito nelle sale americane nel dicembre del 2019. Sarebbe dovuto uscire nelle sale nostrane alla fine dello scorso mese, ma da oggi è disponibile solo sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video. Il film richiama le stesse vicende della miniserie – anch’essa disponibile su Prime – The Loudest Voice. Anche se in quest’ultima la storyline abbraccia ogni anno dall’inizio duemila sino ad oggi. Nella tematica è molto simile invece a The Morning Show, serie televisiva con protagonista Jennifer Aniston in cui gli abusi sessuali determinano le sorti della carriera professionale, anche se in quest’ultimo show le vicende sono fittizie.

Una lotta ancora in corso

A conti fatti, Bombshell è un film da apprezzare per la sua determinazione nell’inseguire il vero. Difende le donne e soprattutto combatte per mettere in luce la verità. In gran parte del film, però, manca adrenalina e pathos narrativo, nonostante l’ottima interpretazione del cast (su tutti spicca Charlize Theron). I dialoghi spesso surreali vi faranno tornare in mente film come La Grande Scommessa, le pellicole infatti condividono lo stesso sceneggiatore: Charles Randolph. Mentre il regista, Jay Roach, si conferma un traspositore di episodi significativi della recente storia americana dopo film come Recount e Game Change. Nonostante non sia esente da difetti, Bombshell è un film molto scorrevole e piacevole da vedere, aiutato in gran parte. Tratta di tematiche delicate che sarebbe opportuno non ignorare, peccato che la pellicola non spicchi nel suo percorso narrativo, caratterizzando molto poco i suoi personaggi e non offrendo un finale degno. D’altronde si parla di una lotta a cui ancora oggi, purtroppo, non si è posta fine.

Raffaele Cianni

Nato il 5/05/1994, da che se ne ricorda appassionato di scrittura. Si è laureato nel 2017 in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno e attualmente laureando nel corso magistrale Corporate Communication & Media. Appassionato di cinema, serie televisive e videogiochi, sfrutta da sempre il suo rapporto di amore/odio con i social network per trasmettere le proprie opinioni in merito. Ha collaborato in passato con testate quali Libero Pensiero News, Hall of Series e Zerottonove. Da aprile 2020 fa parte della redazione di 081News.