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Anche quando il lavoro c’è molti italiani non riescono ad arrivare alla fine del mese. Chiara Saraceno, lo racconta nel suo libro “Il lavoro non basta…

Al problema della disoccupazione alle stelle, aggiungiamoci pure il problema di quelli che il lavoro pur avendocelo, non riescono a vivere decentemente, perché le spese superano gli stipendi e quindi il lavoratore si trova spesso a fare salti mortali per arrivare a pagare le bollette e altre incombenze.

Una vasta categoria di persone vivono questa stressante quanto penosa quotidianità: fatta di sacrifici fino all’osso, di corse continue, di ansie e paure che finiscono col diventare fantasmi, al punto che molti perdono la testa com’è successo ieri a Lucca, dove  un uomo , dipendente di una cartiera, per  timore di essere licenziato, ha ucciso il suo caporeparto.

Un episodio estremo ma che comunque rappresenta bene lo stato d’animo del lavoratore di oggi nell’era dell’Euro.

Il libro di Chiara SaracenoIl lavoro non basta. La povertà negli anni della crisi”, è un affresco sull’aumento della povertà in Italia, dimostrato da dati e cifre.

Cifre impressionanti riportate nel libro, che mettono in evidenza quanto il fenomeno povertà stia crescendo con gli anni. E all’orizzonte non si vedono segni di ripresa. E soprattutto come fa notare l’autrice, questo dramma povertà si consuma in assenza di un Welfare, che in Italia è meno presente rispetto alle altre realtà europee.

L’autrice entra nella quotidianità delle famiglie italiane di tutti i tipi, da quella tradizionale, alle famiglie monoreddito, ai single. E il quadro che ne esce è davvero raccapricciante.

Al punto che il primo articolo  della Costituzione italiana che recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, avrebbe bisogno di un aggiornamento.