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Gli ecologisti e gli animalisti in Italia danno il via all’onda verde?

Alle ultime elezioni europee ha corso una nuova forza politica ha raggiunto come primo risultato elettorale in assoluto un lusinghiero 0,60 % presentandosi in tutte le circoscrizioni italiane e totalizzando 160.270 voti in assoluto: il Partito Animalista. Tutto questo con una visibilità mediatica su tv e radio pari praticamente a zero (se non una sporadica apparizione nelle tribune elettorali Rai destinate a tutte le liste candidate). Un numero di voti non così lontano dai 621.492 raggiunti da Europa Verde, settima lista in Italia per voti ottenuti. E, soprattutto, al di là dei voti di liste ben più note e agguerrite come Popolo della Famiglia, Casapound, Forza Nuova, etc. In Olanda il Partito per gli animali, fondato nel 2002, ad esempio, ha superato il 4% ed ha ottenuto un rappresentante nell’Europarlamento, mentre nel parlamento olandese ne può contare 7 tra Camera e Senato. Sondaggi di qualche giorno fa, risalenti al 19 giugno per le elezioni politiche e pubblicati da Emg, danno la lista Europa Verde (ovvero quella storica dei Verdi che in Italia difficilmente hanno raggiunto percentuali ragguardevoli) al 2,7%.

Il Partito Animalista Italiano, tuttavia, presentandosi con un programma ultra-ambientalista e a difesa del genere animale, visto in modo complementare al genere umano (contro la sperimentazione animale adottata nei laboratori universitari e in clandestinità, contro gli allevamenti animali ultraintensivi, contro pesca e caccia selvaggia, contro il commercio illegale degli animali randagi, chiusura degli allevamenti di animali in pelliccia in Europa), rivendica un proprio spazio nell’opinione pubblica italiana, volendosi ritagliare una etichetta di diversità dagli stessi Verdi Italiani, imprigionati da alleanza locali con coalizioni non proprio esattamente ambientaliste, laddove in Europa in altri Stati si presentano in autonomia.

Gli animalisti italiani si presentano controcorrente, come la costola radicale degli storici Verdi, per una visione alternativa di Europa in materia di economia e di moneta unica; i prossimi anni tuttavia saranno cruciali proprio per la risoluzione di tante questioni ambientali, quella climatica in primis. E non è affatto detto che sia gli Animalisti che i Verdi rimarranno nell’ombra o nell’anonimato, come successo negli ultimi decenni in Italia. Toccherebbe, quindi, consolidare e radicare la risoluzione nell’opinione pubblica dei temi e delle nuove questioni ambientali che si pongono.

Una su tutte è la questione delle migrazioni climatiche. Inevitabili per chi in aumento scappa dal clima torrido del Sahara, e ancor di più da chi scappa anche dai focolai di guerra.

Annibale Pietro Napolitano

Classe '90, blogger dedito ai temi legati all'ambiente e alla società nel suo insieme. Studi classici. Appassionato di narrativa e cinema.