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Alex Zanardi: la storia di un Iron Man

La gente come lui difficilmente molla, di botte dalla vita ne ha prese tante ma si è sempre rialzato. Stiamo parlando di Alex Zanardi, il vanto italiano degli sport paralimpici che nella giornata del 19 giugno ha avuto un gravissimo incidente mentre era in corsa a Siena con la sua handbike. Per dinamiche ancora da accertare, il noto sportivo si è scontrato contro un camion. Ora è ricoverato in terapia intensiva, è stabile e respira grazie alla ventilazione artificiale, ma le sue condizioni restano molto gravi. Zanardi è stato già sottoposto ad un delicato intervento neurochirurgico durato tre ore, oltre ad intervento maxillo-facciale per i traumi e le ferite riportate al volto e alla testa. Le condizioni nelle quali Zanardi arrivato all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena erano già gravissime: trauma cranio-facciale con un fracasso facciale e una frattura affondata delle ossa del frontale.

Alex Zanardi però ci insegna che non bisogna mai arrendersi. Lui, che in un altro incidente in auto ha perso entrambe le gambe, ha riadattato la sua vita e ne ha fatto un successo, per sè stesso e tutta l’Italia. Nella sua vita ha sempre amato i Kart, con cui ha cominciato a correre, ma il suo lavoro si è poi sempre svolto in auto, nella Formula 1, nelle formule minori e nella CART. In Formula 1 ha gareggiato con la Jordan, la Minardi, la Lotus e la Williams. Nella Formula Cart ottenne i migliori successi ma andò anche incontro al tragico incidente che gli costò le gambe.

Il 15 settembre 2001 Zanardi si presentò all’appuntamento europeo del Lausitzring ma le qualifiche non vennero disputate a seguito di un violento acquazzone e la griglia fu determinata in base alla posizione in campionato. Nonostante partisse ventiduesimo riuscì a recuperare posizione su posizione, portandosi al primo posto. A tredici giri dalla fine, dopo aver compiuto la sua ultima sosta, uscendo dai box, dopo aver tolto il limitatore di giri, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura che, dopo un testacoda, si intraversò lungo la pista, mentre sulla stessa linea sopraggiungevano ad alta velocità Patrick CarpentierAlex Tagliani. Il primo riuscì a evitare lo scontro, il secondo no e l’impatto fu violentissimo: la vettura di Tagliani colpì perpendicolarmente la vettura del pilota bolognese all’altezza del muso, dove erano le gambe, spezzando in due l’auto. Zanardi apparve subito in condizioni disperate: lo schianto aveva provocato, di fatto, l’istantanea amputazione di entrambe le gambe e il pilota rischiò di morire dissanguato. Dopo aver ricevuto l’estrema unzione dal cappellano della serie automobilistica, venne caricato sull’elicottero e condotto all’ospedale di Berlino, dove rimase in coma farmacologico per circa quattro giorni e gli venne rimosso chirurgicamente il ginocchio destro, irrimediabilmente compromesso. Dopo sei settimane di ricovero e una quindicina di operazioni subite, Zanardi poté lasciare l’ospedale per cominciare il processo di riabilitazione. Scherzando sulla sua menomazione ha affermato che, se si dovesse rompere di nuovo le gambe, questa volta basterebbe soltanto una chiave a brugola per rimetterlo in piedi, e che ora non rischia più di buscarsi un raffreddore camminando scalzo.

Zanardi si è riavvicinato alle corse e, grazie a speciali protesi, ha anche riprovato l’ebrezza della guida ma è con il paraciclismo che ha raggiunto la fama mondiale: 4 ori e due argenti alle Olimpiadi; 12 ori, 5 argenti e 1 bronzo ai Mondiali. La sua storia non lo ha abituato alle sconfitte contro la Natura. Da tutta Italia e da ogni categoria della società stanno arrivando messaggi di solidarietà. Alex Zanardi è un simbolo dell’Italia. Un Iron Man. Dovrà essere forte, ancora una volta.