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Bracciante chiede la mascherina: licenziato e picchiato dal datore di lavoro e dal figlio 22enne

Una violenza insensata, un’ingiustizia. È ciò che è successo a Terracina, in provincia di Latina, a pochi giorni dall’annuncio della regolarizzazione dei braccianti e dei lavoratori extracomunitari proposta dal ministro Teresa Bellanova.

Un 33enne di origini indiane, bracciante in un’impresa agricola del Lazio, ha denunciato di essere stato aggredito e licenziato dal suo datore di lavoro. Secondo le indagini, il 33enne avrebbe chiesto le mascherine per lavorare ma sarebbe stato licenziato in malo modo. Dopo le richieste del pagamento per le giornate pregresse, il giovane è stato aggredito, percosso e insultato dal suo datore di lavoro 52enne e dal figlio 22enne, prima di essere abbandonato senza soccorso. Per il primo sono stati disposti i domiciliari, per il secondo l’obbligo di presentazione all’Autorità Giudiziaria. Scoperto un sistematico sfruttamento dei lavoratori che, senza nessuna mascherina, lavoravano 12 ore al giorno, tutti i giorni, per 4 euro all’ora.