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Acerra, danni ambientali: Lettieri ha scritto al Ministro dell’Ambiente‏

Il Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha inviato martedì 10 febbraio 2015 una lettera al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, per il tramite di S.E. il Prefetto di Napoli, alla Dott.ssa Maria Cristina Ribera, presso la Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Mateo Renzi, e al Presidente della Repubblica On. Sergio, con all’oggetto “richiesta di intervento statale ai sensi dell’art. 309 D. Legs. 152/06”.

Nel dettaglio, nella lettera inviata martedì scorso dal Sindaco Lettieri si legge: “Sulla base del dispositivo della sentenza pronunciata dalla Corte di Appello di Napoli in data 29.1.2015, di condanna a 7 anni di reclusione dei Sig.ri Pellini Giovanni, Cuono e Salvatore per gravissimi delitti contro l’ambiente, tra i quali il disastro ambientale aggravato, commessi nel territorio di questo Comune, invito il Ministro dell’Ambiente ad attivare ogni utile azione per il ripristino ed il risarcimento del danno ambientale.

Faccio presente che la costituzione di parte civile dell’Amministrazione comunale non fu ammessa dal Tribunale in quanto, in applicazione della parte VI del D. Legs. 152/06, unico soggetto legittimato ad agire per il risarcimento del danno ambientale è lo Stato rappresentato dal Ministro dell’Ambiente.

Non è il caso di insistere sulla gravità dei delitti contro l’ambiente commessi e del danno ambientale conseguente e risultante dall’allegato dispositivo di sentenza che costituisce un precedente storico e, probabilmente, il primo vero grande risultato giudiziario nel contrasto del fenomeno criminale delle ecomafie nel nostro Paese, il cui merito è ascrivibile soprattutto alla competenza ed alla tenacia pluriennale della dott.ssa Ribera, magistrato in forza alla Procura della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Tanto premesso, La invito formalmente ad attivare senza ritardo le dovute azioni di prevenzione, ripristino e risarcimento del danno ambientale, anche in forma specifica, previste dalla parte VI del D. Legs. 152/06.

Faccio presente che nell’ambito del procedimento penale concluso con la sentenza di condanna di cui sopra, la magistratura ha sequestrato ingentissime somme che potrebbero essere immediatamente destinate all’azione di eliminazione del danno ambientale.

Confido nel Suo immediato e dovuto intervento, con salvezza di ogni azione in caso di mancato riscontro ai sensi dell’art. 309, comma 3, D. Legs. 152/06”.