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L’ Italia trova un pre-accordo europeo sui migranti, ma è solo il primo passo

Lo scorso 23 settembre l’Italia ha raggiunto un primo accordo sui migranti con Malta, Germania e Francia. Tanti i punti toccati a Malta nell’incontro a cui ha partecipato il nuovo ministro degli Interni, Luciana Lamorgese.

Presenti i ministri di Malta, Germania, Francia e Finlandia, che proporrà il 7 ottobre all’ UE la bozza di accordo in quanto detiene la presidenza in questo turno. Nota di demerito proprio l’assenza della Spagna che, soprattutto negli ultimi mesi, ha visto crescere di molto il flusso di migranti sulle sue coste.

I punti toccati sono stati anticipati dal ministro Lamorgese alla stampa. Le sanzioni del decreto sicurezza bis potrebbero essere sempre meno utilizzate ma le ONG dovrebbero comunque sottostare a delle regole. Le novità riguardano i ricollocamenti che dovrebbero essere avviati entro 4 settimane dagli sbarchi. I Paesi li accoglieranno su base volontaria ma per chi non si aprirà alla collaborazione potrebbero esserci sanzioni. Prevista anche una rotazione dei porti di sbarco, ma sempre su base volontaria.

L’ accordo aumenta la presenza dell’Italia nei processi decisionali e gestionali dei flussi migratori europei e, inoltre, tenta di superare il fondamento della responsabilità del primo porto sancito dall’Accordo di Dublino, tuttavia non annulla gli accordi con la guardia costiera libica, da tempo accusata di crimini. Gli accordi, inoltre, riguardano solo i salvataggi da parte di ONG e navi militari nelle tratte italiane e maltesi, escludendo di fatto le tratte spagnole e turco-greca.

Si tratta di un passo in avanti ma il prossimo impegnativo lavoro dovrà essere fatto con tutti gli altri Paesi europei, per coinvolgerli in quella che ad oggi resta ancora una collaborazione dettata dalla volontarietà. Il primo effetto, tuttavia, si è già visto: ad inizio settimana i 182 migranti salvati dalla Ocean Viking sono sbarcati senza problemi nel porto di Messina, in attesa del ricollocamento.