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A due mesi dalle elezioni Caldoro mette la solita pezza colpevole su disagi che urlano da anni

Sostanziali cambiamenti non possono realizzarsi in pochi mesi, matematicamente impossibile risolvere problemi strutturali accumulatisi per anni, senza che la Regione Campania battesse ciglio, assistendo impotente allo scempio che succedeva quotidianamente negli Ospedali campani.

Ma adesso,  a due mesi dalle elezioni, si annunciano rivoluzioni, cambi di rotta, sensibilizzazione nei confronti delle “esigenze dei territori”. Come se all’improvviso ci si rendesse conto del naufragio sanitario di cui sono vittime i poveri, gli indifesi, non certo i potenti e i ricchi che possono permettersi assistenza a pagamento.

E’ la solita storia. I soliti proclami. Le solite ricette per aggiustare una situazione già compromessa.  Di nuovo non c’è nulla, se non il desiderio di mettere una pezza  sui problemi, che resista almeno  fino alle elezioni.

Ma per dovere di cronaca , vediamo cosa cambierà il nuovo piano Caldoro per la Sanità in Campania.

500 posti letto in più negli Ospedali, il potenziamento della riabilitazione(2187) posti e della lungodegenza((803).

E la riattivazione di molti pronto soccorso chiusi come : quello di Scafati, Oliveo Citra e Cava dei Tirreni, e il Loreto Mare di Napoli, che avrebbe dovuto chiudere, invece non chiude. Molti presidi in più aperti .

Ma tutto ciò, è solo una boccata d’ossigeno, per non dire una dimostrativa manovra correttiva che non risolverà per niente le condizioni di iperaffollamento  del Cardarelli e del Loreto Mare.

A dirlo è il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri: “Strano che a due mesi dalle elezioni, si presenti la nuova rete ospedaliera. Noi lo chiedevamo due anni fa ma abbiamo sempre trovate le porte sbarrate.

Critiche piovono anche dal PD: “ Riesuma gli Ospedali  chiusi per raccogliere qualche voto, promettendo assunzioni, in pieno stile Berlusconi” dice Assunta Tartaglione, segretario regionale PD .

Rincara la dose la consigliera Anna Petrone: “Il Presidente anziché fare tavoli, perché  non si fa un giro nei reparti per chiedere ai pazienti sulle barelle come si vive negli Ospedali campani?”