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Scorz: un rifugio che a Napoli può salvare la vita dei senzatetto

Un gesto di grande valore quello dai ragazzi di Napoli 2035 , una risposta provvisoria alla situazione in cui si trovano numerosi senzatetto a Napoli. Il rifugio “portatile” è stato chiamato “scorz”; su questi alloggi provvisori, inoltre, è stampato il numero di emergenza sociale. Chiaro il messaggio dei ragazzi dell’associazione: dormire per strada non può essere un’abitudine.

Dietro questa iniziativa c’è un nome ed un cognome: Giuseppe D’Alessandro, aiutato dal suo gruppo di amici composto da Antonio Altieri, Igor Di Mauro, Monica Minelli, Michela Sarnataro e Ilaria Feola. Giuseppe contattato da noi, ci ha fatto sapere che Napoli 2035 nasce per dare visibilità agli invisibili, e che ha avvertito la necessità di aiutare i clochard quando ha visto nella metropolitana di Parigi le condizioni disperate di alcuni uomini senza fissa dimora. Il primo prototipo di “scorz” è nato peró in Germania dove Giuseppe è stato per 6 mesi in Erasmus, grazie anche al professore Alfonso Morone che è stato il relatore della sua tesi di laurea magistrale in Design for the Built Environment, è inoltre sponsorizzato dall’azienda Formaperta di Nicola Savarese, che ha fornito la materia prima credendo nel progetto.
Il rifugio progettato così ripara dal gelo, ma sopratutto regala a dei senzatetto la sensazione di vivere come delle persone normali senza dover osservare gli sguardi colmi di odio e di disprezzo di alcuni passanti, che a volte feriscono più di quanto possa fare il gelo.

Qui un esempio di come può essere montato e usato Scorz: https://www.facebook.com/Napoli2035/videos/222427158636933/

Francesco Amato

Classe 1998, studente di Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Salerno. Appassionato di musica, comunicazione digitale e giornalismo. Una frase che lo identifica? "Evito le persone con il punto esclamativo, preferisco quelle con il dubbio"