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Le ali della libertà: se la paura può tenerti prigioniero, la speranza può renderti libero

Le ali della libertà (The Shawshank Redemption) è un film del 1994, diretto da Frank Darabont con Tim Robbins e Morgan Freeman ed è tratto dal racconto di Stephen King Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, pubblicato nella raccolta Stagioni diverse nel 1982.

LA TRAMA. Nel Maine del 1947 Andy Dufresne, vice-direttore di una banca di Portland, viene condannato a due ergastoli per l’uccisione della moglie e del suo amante, benché egli proclami la sua innocenza. Nella prigione di Shawshank le guardie ed il corrotto direttore Samuel Norton impongono la loro legge fatta di violenze gratuite ed omicidi impuniti e la legge dello Stato non ha valore. Grazie alla sua istruzione e alla sua determinazione Andy riesce a conquistare la fiducia di alcuni fra i detenuti più anziani, fra cui spicca la figura dell’afroamericano Ellis Boyd Redding detto “Red”, e perfino del corrotto direttore, che lo nomina suo consulente nel riscuotere guadagni illeciti. Passati circa 19 anni dalla sua condanna, Andy riesce a scoprire il vero colpevole dell’omicidio di sua moglie ma, davanti alla crudeltà del direttore, il bancario decide di evadere dal carcere (memorabile il monologo con l’amico Red nel cortile della prigione). Una volta fuori, Andy riesce a far conoscere la verità sulla corruzione interna a Shawshank e grazie ai guadagni illeciti incassati sotto falso nome riesce a realizzare il suo sogno di una nuova vita in libertà assieme all’amico Red, nel frattempo rilasciato per buona condotta.

La trama scorre lenta ma per niente in maniera pesante, se non per il contesto, un carcere, dove non possono mancare scene di violenza che un pubblico sensibile può non digerire con tanta facilità. Tuttavia il tema del riscatto affrontato attraverso una serie di episodi, resi immortali da dialoghi perfetti, rendono più che emozionante l’attesa per il commovente ed inaspettato finale.

O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire. Io ho scelto di vivere” : dice in una scena del film Red. In questo bellissimo film viene raccontata la drammatica storia di un uomo di successo innocente condannato a vita che, grazie alla sua determinazione e all’amicizia con un detenuto, riesce a sopravvivere e a riscattarsi dalle ingiustizie subite.

Tema principale del film è la speranza che aiuta a sopravvivere alle più terribili fasi della vita, anche grazie all’amicizia che cresce e si consolida fra due caratteri che condividono la stessa sorte in carcere e che sono molto meno diversi di quanto appare: uno, Red, è un colpevole che con dignità ha accettato la pena a vita da scontare; l’altro, Andy, è un innocente che grazie alle sue capacità riesce a trovare riscatto ed alla fine la libertà.

La vera vita non è una passeggiata ma è una strada sempre in salita e durante il percorso le ingiustizie sono sempre in agguato, pronte a colpire anche il più candido degli animi e, quando ben poche sono le risorse su cui contare per andare avanti, non resta che ricordare che c’è sempre una cosa che nessuno può togliere: la speranza.

Per le interpretazioni memorabili di Tim Robbins (Andy) e Morgan Freeman (Red) rimane una grave ingiustizia che questo capolavoro in celluloide non abbia ricevuto almeno un Oscar (su 7 nomination), oltre ad altri premi che avrebbe ampiamente meritato.

Per tutti coloro che si sentono persi di fronte alle difficoltà della vita ed in particolare per affrontare con più fiducia il nuovo anno appena iniziato, questa emozionante storia è un autentico gioiello da riscoprire.

Buon Anno a tutti.

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.