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Koulibaly: “Fiero di essere napoletano e uomo”. Tutte le reazioni ai “buu”

Poteva essere una serata migliore, non lo è stata. Poteva essere lanciato un segnale, non lo si è fatto (o quantomeno, lo si è fatto nel modo sbagliato). L’Italia, così come si è visto negli ultimi mesi in tutti i settori, torna indietro di decenni anche per quanto riguarda il calcio.

Al San Siro ieri andavano di scena Inter e Napoli, terza contro seconda. Un’occasione buona per i napoletani di staccare i nerazzurri a +11 e macinare terreno sugli juventini per andare a -6. Un match che, a questo punto del campionato e con questa classifica, non poteva essere considerato neanche fondamentale. Ci si aspettava una serata di sport, invece è stata una serata di violenza e di razzismo, una delle tante di questi ultimi mesi nel nostro Belpaese (ormai “fu” belpaese). Prima della partita tifosi di Inter, Varese e Nizza (arrivati in Italia con lo scopo preciso di creare disordini) hanno aggredito un gruppo di napoletani. Ci è scappato il morto, a morire è stato un tifoso dell’inter che in precedenza aveva già avuto un Daspo sportivo. All’interno dell’impianto, ignari di tutto, centinaia di (non)tifosi, nel giorno di Santo Stefano, hanno riempito di “buu” razzisti il calciatore nero del Napoli Kalidou Koulibaly, nonostante in campo tra le fila interiste ci fossero ragazzi di colore. Il ragazzotto di colore alla fine si è fatto espellere (gesto da condannare, ma non possiamo pensare che le due cose non siano collegate).

LE REAZIONI DAL MONDO DELLO SPORT Il ragazzo era molto provato e nervoso, abbiamo chiesto per 3 volte di sospendere la gara, ma non siamo stati ascoltati e gli ululati sono continuati – conferma mister Ancelotti nel post gara – ci dicano cosa fare, altrimenti la prossima volta usciremo dal campo e andremo incontro alla sconfitta a tavolino“.

Avevamo comunicato a chi di dovere che gli azzurri volevano lo stop della gara e per noi andava sospesa, ma la decisione spetta all’arbitro e ai responsabili dell’ordine pubblico“: afferma il procuratore federale FIGC Giuseppe Pecoraro, scaricando quindi più di qualche colpa su forze dell’ordine e su Mazzoleni, a capo della squadra arbitrale ieri.

Mi dispiace per la sconfitta e per aver lasciato i miei fratelli in campo. Ma sono fiero del colore della mia pelle. Di essere francese, senegalese, napoletano: uomo“. Koulibaly lascia ad Instagram il compito di diffondere la sua tristezza e frustrazione per l’accaduto. Proprio sui social sono arrivate tantissime forme di solidarietà nei confronti del campione napoletano, uno su tutti Cristiano Ronaldo che, proprio su Instagram, ha affermato: “Nel mondo e nel calcio ci vorrebbero sempre educazione e rispetto. No al razzismo e a qualunque offesa e discriminazione!”. Per il momento il Napoli si è limitato a ri-postare i messaggi di Ronaldo e Koulibaly, mentre l’Inter ha preso con fermezza le distanze dai cori.

LE REAZIONI DAL MONDO DELLA POLITICA Belle le parole anche del sindaco di Milano, Beppe Sala: “..ho preso freddo, mi sono agitato, ho esultato per la vittoria dell’Inter. Ma sono tornato a casa avvilito. L’Inter FC farà quel che ritiene. A me piacerebbe che a Empoli la fascia da capitano la portasse Asamoah. Nel frattempo chiedo scusa a Kalidou Koulibaly, a nome mio e della Milano sana che vuol testimoniare che si può sentirsi fratelli nonostante i tempi difficili in cui viviamo. La prossima volta che sentirò dei «buu» razzisti me ne andrò dallo stadio“. L’omologo napoletano, Luigi De Magistris, ha invece detto: “Poteva mai essere sospesa la partita Inter-Napoli in un Paese che vive sempre piu’ di razzismo di Stato e che vede nel Governo un ministro dell’Interno che dovrebbe garantire la sicurezza negli stadi ma che cantava qualche anno fa cori razzisti contro i napoletani?”. Pronta anche la risposta di Salvini: “Non si può morire per andare a vedere una partita di pallone. A inizio anno convocherò sia le società di calcio sia i responsabili dei tifosi di tutta Italia delle serie A e B, perché il calcio torni ad essere un momento di divertimento e non di violenza. Vedremo di fare quello che non sono riusciti a fare altri“.

La reazione più importante è stata sicuramente quella del questore di Milano, Marcello Cardona: “Chiederò di bloccare le trasferte dei tifosi interisti per tutta la stagione, chiederò inoltre la chiusura della curva dell’Inter fino al 31 marzo 2019“.

Una pagina da dimenticare per il mondo del calcio. Non la prima, Koulibaly infatti era stato preda di insulti già contro la Lazio. Ieri è stata però una serata che non può non avere risvolti sociali. Da tempo episodi di razzismo sono frequenti in Italia e da fin troppo tempo sono stigmatizzati al limite della decenza. La risposta di Salvini, fuori luogo e a dir poco opportunistica, n’è un esempio: il signor ministro dovrebbe capire che l’Italia è ora, è di tutti e non è solo sui social. Quindi, ora basta pensare agli “altri”, basta parole, si passi ai fatti. Questa volta le dichiarazioni di solidarietà non bastano. Questa volta il risultato della partita non conta.

Nello Cassese

Classe 1994, laureato in Scienze della Comunicazione, frequenta il corso di laurea magistrale Corporate Communication and Media all’Università degli Studi di Salerno. Appassionato di calcio e sport in generale, segue con interesse e impegno temi di attualità vari, in particolar modo quelli inerenti il sociale e il terzo settore. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal novembre 2016. Dal gennaio 2018 è direttore di 081news.