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Sant’Aniello e il Nolano: credenze e fede in un legame speciale

Sant’Aniello e l’Agro Nolano: un rapporto speciale di fede e credenze. Il santo napoletano ha un legame forte con Nola e con l’Agro Nolano. Roccarainola ha lui come protettore ed a lui è dedicato il bel santuario nel comune nolano. Oggi, 14 dicembre, si festeggia Sant’Agnello/Sant’Aniello, considerato il protettore delle donne gravide. Sant’Agnello di Napoli (il nome originale) è compatrono del capoluogo partenopeo e resta nel cuore dei napoletani poichè, leggenda narra, venne in soccorso della città di Napoli durante un’invasione barbarica (ecco perchè è rappresentato con uno stendardo). Il santo è universalmente ricordato per le sue opere di carità e di solidarietà nei confronti di poveri e malati.

A Nola, sulla collinetta di Cicala, è possibile visitare la chiesa con le statue dedicate a lui e a Santa Lucia (che invece si festeggia il 13 dicembre). Tra i due santi c’è sempre stato un legame forte, racchiuso nel detto napoletano “A Santa Lucia nu pass ‘e gallina, a Sant’Aniello nu pass ‘e pecuriello”. La traduzione è riconducibile al fatto che il 13 dicembre la giornata si allunghi di poco (un passo di gallina), mentre il 14 la luce duri molto di più (un passo di agnello). Il culto nolano per Sant’Agnello è forte e antichissimo, sin dai tempi di quando i nolani scesero dal colle di Cicala per confluire nella “nuova Nola“. Con sè portarono il culto per il santo, erroneamente ritenuto da molti fratello di Santa Lucia. Il 14 dicembre, infatti, nella città bruniana si è soliti fare un piccolo pellegrinaggio (soprattutto le donne gravide) fin su la chiesa per rendere omaggio al santo.

Oggi, oltre ai tanti fedeli che avranno certamente omaggiato il santo con un saluto, l’Istituto di Formazione Professionale Sant’Agnello in via Feudo a Nola ha voluto fortemente celebrare una piccola funzione nei suoi locali per rendere omaggio al santo a cui è intitolato l’Istituto, una scelta di fede che ha visto la partecipazione di un buon numero di fedeli e amici. La funzione è stata celebrata con molto trasporto dal frate cappuccino padre Franco Picardi. Nel finir di celebrazione, inoltre, il poeta nolano Nino Cesarano ha voluto omaggiare la platea con una toccante poesia dal titolo “Tre stelle abbandunate (Fede-Speranza e Carità)“.