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Nola: torna il Premio Ruperto in difesa della gastronomia locale

Torna il Premio Ruperto da Nola, la manifestazione promossa da Slow Food e giunta ormai alla nona edizione. L’appuntamento è fissato giovedì 22 novembre, alle ore 18, a Nola nel salone della Chiesa Santi Apostoli in via San Felice. Il programma proseguirà giovedì 6 dicembre alle 20.30 con “La grande cena di Ruperto” a Cicciano presso il salone dell’Istituto alberghiero “Carmine Russo”. (Alla cena è possibile partecipare solo su prenotazione, contattando l’indirizzo e-mail [email protected] oppure telefonando ai numeri 360517261 – 3289024494)

Il Premio nasce per segnalare il lavoro di quanti difendono, promuovono e arricchiscono il patrimonio ambientale e gastronomico del territorio nolano e della Campania, contribuendo a rilanciarne le potenzialità. Tre le categorie professionali premiate ci sono: produttore agricolo, cuoco e comunicatore. Ad esse si aggiunge la sezione speciale Slow Life, dedicata a personalità che con le loro attività in campo sociale hanno affermato i principi della solidarietà e della salvaguardia dell’ambiente, diventando esempi da imitare. I premiati sono stati scelti in base alle segnalazioni arrivate negli ultimi mesi attraverso la partecipazione alla consultazione online “Premio Ruperto 2018 – Scegli i vincitori”.

I VINCITORI Tra i vincitori di questa edizione Angela Ceriello, memoria storica della trattoria “E Curti”, la cuoca che ha raccolto in cucina il testimone dell’osteria nata a Sant’Anastasia quasi un secolo fa, nel 1924.
Angela è la nipote dei Curti, i due fratelli di bassa statura che, dopo aver girato l’intera penisola lavorando negli spettacoli circensi, nel 1952 decidono di rientrare nel paese natale per rilevare la gestione dell’osteria fondata dal loro zio ’O Monaco che aveva abbandonato anni prima l’abito da prete. Una ricca storia familiare che oggi va avanti con la collaborazione del marito di Angela e dei due figli, i quali si occupano anche della produzione del celebre Nucillo, secondo quanto indicato dall’antica ricetta tramandata da generazioni.

I produttori di pomodoro della cooperativa Funky Tomato, la prima filiera che inserisce al proprio interno l’elemento culturale come punto fondamentale per sperimentare un nuovo modello di agricoltura. La comunità Funky Tomato riunisce piccole aziende agricole, principalmente a conduzione familiare, che producono pomodori di alta qualità, raccolti e trasformati attraverso una filiera partecipata, legale e trasparente, in territori ad alto sfruttamento dei braccianti in Campania e Basilicata, rispettando i diritti e la dignità dei lavoratori​, rifiutando qualsiasi tipo di discriminazione, favorendo la creazione del legame tra contadino e cittadino, utilizzando procedure manuali e tecniche di produzione sostenibili e tradizionali​.

La giovane regista Ylenia Azzurretti, autrice del film documentario “Volturno”, un road movie che mette in scena il delicato intreccio di storie di uomini semplici, rimandi interni, echi attraverso i quali la natura si svela. Un racconto di immagini lungo il fiume Volturno, che senza tregua scorre fra provincie dimenticate, ossatura fragile di territori difficili da penetrare e spesso senza voce.

Il riconoscimento ‘Slow Life’ va invece a Eugenia Carfora, dirigente scolastico dell’Istituto superiore Morano di Caivano, simbolo della “scuola di frontiera”, che ha attivato nuovi indirizzi di studio in agraria e servizi per la gastronomia per combattere una dispersione scolastica che raggiunge i più alti livelli in Italia. Un “presidio sociale” che resiste tra mille difficoltà nel famigerato Parco Verde, una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa, un quartiere dimenticato dove degrado e abusi sui minori sono tristemente all’ordine del giorno. Un riconoscimento al grande impegno educativo della preside e degli insegnanti in un contesto molto difficile, in cui la scuola rappresenta un baluardo di salvezza, l’unica porta aperta verso un futuro onesto.

LA MANIFESTAZIONE Promossa da Slow Food agro nolano in collaborazione con la Pro Loco Nola Città d’Arte, prende il nome dal misterioso personaggio di Ruperto, cuoco delle case nobili nolane vissuto all’inizio del Cinquecento, chiamato a Napoli nella prestigiosa corte di re Ferdinando I d’Aragona, dove entrò in contatto con gli uomini più influenti del suo tempo. Uno chef di rango, la cui testimonianza storica arriva ai giorni d’oggi come autore di uno dei primi libri di cucina di cui si ha memoria, con annesse raccomandazioni e istruzioni sul servizio a tavola. Il Libro de guisados è stato riedito pochi anni fa per le edizioni Il Laboratorio di Vittorio Avella, a cura della giornalista Antonella Laudisi: una straordinaria raccolta che riunisce 242 ricette e ci conduce in un insolito viaggio nel suggestivo mondo della cucina mediterranea del Rinascimento.

IL PREMIO Le statuine simboleggianti il Vesuvio e il sole della Campania Felix sono forgiate dalle sapienti mani di Lello Esposito, l’artista napoletano conosciuto anche oltreoceano per le sue rappresentazioni di Pulcinella e San Gennaro.

L’EVENTO Dopo i saluti di Mario Ambrosanio, subcommissario straordinario del Comune di Nola, Giuseppe Bianco, presidente della Pro Loco cittadina, Felice Scotti, presidente della Fondazione Hyria Novla, insieme ai premiati prenderanno parte al dibattito Alberto Capasso, presidente Slow Food Campania, e Angelo Petillo, responsabile della giuria del Premio.

Una grande risorsa del nostro territorio è costruita dal patrimonio agricolo ed enogastronomico  – sottolinea Gianluca Napolitano, fiduciario di Slow Food agro nolano – insieme a questa esiste anche una ricchezza immateriale, non sempre visibile, che deriva dalla cura e dalla buona gestione delle aree rurali, dalla biodiversità, dal corretto uso delle risorse naturali, di acqua, aria e suolo. Il Premio Ruperto diventa anno dopo anno uno strumento sempre più utile per dare spazio e sostegno a chi si impegna concretamente nella valorizzazione della nostra terra, nella tutela delle tradizioni agroalimentari, a salvaguardia dell’ambiente”.