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Francesco racconta Gennaro: il ricordo di “mister Gennà” Pollicino

di Francesco Amato. Questo mese nella rubrica “Personaggi nolani” parleremo di uno dei “signori dei gigli”, Gennaro Pollicino. E lo facciamo grazie ai ricordi trasmessi dal figlio Francesco, ora suo erede a capo di una delle paranze storiche della Festa dei Gigli di Nola.

Il legame con Nola ha delle radici ben salde e lo ha fatto diventare quello che è oggi per tanti nolani che lo portano ancora nel cuore. Non viveva molto la città eppure la sua presenza si avvertiva in ogni angolo del paese. 

Quello che ha trasmesso a tutti quelli che conosceva  è stato fondamentale per far conoscere mio padre anche ad un bambino o ad una persona che non gli aveva mai stretto la mano – ci dice suo figlio Francesco – Non amava mettersi in mostra, eppure in città appena c’era la sua presenza o la sua parola tutti erano pronti a salutarlo e ad ascoltarlo”.

Gennaro Pollicino anche per la sua paranza era un leader umile e silenzioso, ma un leader di cui nessuno mai sognerebbe di privarsi. Il suo modo di vivere la Festa era improntato verso i valori di suo padre Ciccio Pollicino, veri valori paoliniani, che non bisogna dare per scontati attualmente. Per Mister Gennà, come era conosciuto ai più, la Festa poteva essere riassunta in 3 semplici parole: fede, passione e amicizia. Il soprannome “Mister” nasce nel 2007 da una canzone in cui si parlava del suo modo di stare in quella che era ed è la sua paranza. Con gli anni la Festa è cambiata ma lui ha saputo resistere al cambiamento negativo, senza respingere tuttavia la ventata d’aria fresca portata dalle nuove generazioni, creando in questo modo un connubio vincente che ad oggi prende il nome di paranza Pollicino. Il futuro della Paranza pollicino, o meglio della famiglia Pollicino lo ha assicurato prima suo nonno e poi suo padre quando hanno deciso di fondare questa famiglia su determinati valori, ci dice Francesco Pollicino a riguardo. Dal 1975 ad oggi mai niente è cambiato, stessa fede stessa passione stessa Unione. Tutti noi crediamo che il futuro di questa paranza passi anche dalle mani di Francesco, perché in fin dei conti nessuno conosce meglio di lui i valori che hanno reso una leggenda dei gigli suo padre, e probabilmente soltanto lui potrà continuare a diffonderli.

Abbiamo chiesto a Francesco Pollicino come fosse Gennaro Pollicino come papà. Il quadro è quello di una figura stupenda, ha vissuto per la famiglia a cui non ha mai fatto mancare nulla, a partire da un semplice sorriso. Ma la sua famiglia era molto più grande di quello che si possa pensare, la sua famiglia rappresentava la sua città, Nola. Gennaro Pollicino era un uomo che cercava di trasmettere i suoi valori anche a chi lo conosceva a stento, un uomo che ha messo sempre gli “altri” davanti all’ “io” ed era un uomo capace di far cambiare umore soltanto con la sua presenza e con la sua spiccata ironia alle persone che lo circondavano. La qualità più grande di “Mister Gennà” è stata sicuramente quella di essere rimasto sempre se stesso.

Le dimostrazioni di affetto sono state numerose dopo la sua scomparsa ma erano numerose anche durante la sua vita. La sua famiglia ci ha tenuto a ringraziare tutte le persone che ancora oggi si prodigano per loro nel nome di un uomo da ricordare, Gennaro Pollicino. Il premio “Gennaro Pollicino” ha infatti inciso a fuoco il suo nome nella storia della festa, che come patrimonio immateriale dell’umanità porterà sempre con sé il nome di “Mister Gennaro”.

La famiglia Pollicino si auspica che ci saranno iniziative e manifestazioni ogni anno per tutti quelli che hanno fatto del bene per la festa. Francesco ha concluso affermando: “Vi ringrazio per questa intervista e spero sia da auspicio per tutti nel parlare e ricordare i personaggi che hanno fatto la storia di questa festa”. Di padre in figlio, di valori in valori, un’eredità presa con uno sguardo al passato, con un ricordo forte per papà “Mister Gennà”.

 

Francesco Amato

Classe 1998, studente di Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Salerno. Appassionato di musica, comunicazione digitale e giornalismo. Una frase che lo identifica? "Evito le persone con il punto esclamativo, preferisco quelle con il dubbio"