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“1917”: la denuncia della follia della guerra sullo sfondo della Storia

1917 è un film di genere bellico del 2019 diretto da Sam Mendes, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. La pellicola ha per interpreti principali George MacKay (William Schofield) e Dean-Charles Chapman (Tom Blake), affiancati da un cast corale fra cui spiccano Colin Firth (generale Erinmore), Mark Strong (capitano Smith), Andrew Scott (tenente Leslie), Richard Madden (tenente Blake) e Benedict Cumberbatch (colonnello Mackenzie). Il film alla sua uscita in USA ha incassato 104 milioni di dollari e 94,4 milioni in tutto il mondo, per un incasso totale di 202,4 milioni. Al successo al botteghino si affianca il plauso della critica con un indice di gradimento sul sito Rotten Tomatoes del 89% su 378 recensioni, un punteggio medio di 78/100 su 57 recensioni sul sito Metacritic ed il giudizio positivo di diversi critici cinematografici, come Peter Travers del periodico Rolling Stone e Todd McCarthy dell’Hollywood Reporter che hanno inserito il film, rispettivamente, al 6o e all’8o posto nelle loro liste “migliori film dell’anno”. Fra i riconoscimenti il film vanta, su 10 nomination, 3 Oscar 2020 (miglior fotografia, migliori effetti speciali, miglior sonoro) seguiti da due Golden Globe 2020 (miglior film drammatico, miglior regista) e preceduti da un Satellite Award 2019 (miglior fotografia).

TRAMA Francia, 6 aprile 1917. Mentre sembra che l’esercito tedesco si stia ritirando da un settore del Fronte Occidentale, il colonnello Mackenzie dell’Esercito britannico si appresta a lanciare all’attacco il 2o Battaglione del Devonshire Regiment, con lo scopo di creare scompiglio tra il nemico in ritirata e riuscire ad aprire un varco nelle linee. Dopo una ricognizione aerea si scopre che in realtà i tedeschi si stanno solo spostando su una nuova linea difensiva, costruita poco più indietro e pesantemente munita. Onde evitare una trappola mortale per il battaglione britannico, ovvero una strage di 1600 uomini, il generale Erinmore incarica due giovani soldati, Tom Blake e William Schofield, di consegnare a Mackenzie l’ordine di interrompere l’attacco programmato. Con le comunicazioni telefoniche interrotte, i due dovranno attraversare la desolazione della terra di nessuno, fra macerie e cadaveri, per compiere una missione suicida.

ANALISI DEL FILM  L’azione scorre veloce e pone un tragico capitolo di Storia come contesto. L’attenzione si concentra sulle emozioni ed i traumi dei personaggi. Spettacolari risultano le riproduzioni di azioni belliche. Soprattutto, viene offerto un realismo schietto che evidenzia la crudeltà del mondo delle trincee. La desolazione del paesaggio costellato di cadaveri, umani e animali, può urtare chi è debole di stomaco. La trama è semplice (una missione suicida per evitare una strage) ed ai protagonisti sono concessi pochissimi istanti di tregua fra uno scontro e l’altro. In questi brevi momenti emerge l’umanità schiacciata dalla divisa: i soldati che scherzano sul camion, la ragazza francese col bambino, i soldati che cantano nel bosco. La conclusione della missione assomiglia ad una una vittoria personale che ha il sapore di una sconfitta generale per gridare più con gli occhi che con le parole contro l’assurdità della guerra.

SOGGETTO E SCENEGGIATURA Il regista Sam Mendes (Agente 007 – Skyfall) si è ispirato ai racconti di guerra di suo nonno Alfred Hubert Mendes che aveva combattuto per due anni sul fronte francese servendo nella 1st Rifle Brigade (il film è dedicato a lui ed ai soldati britannici caduti nel conflitto). La stesura della sceneggiatura è stata affidata a Krysty Wilson-Caims, che ha ricevuto una nomination “miglior sceneggiatura” agli Oscar 2020.

UNA SPETTACOLARE DENUNCIA Nelle intenzioni di regista e sceneggiatrice la sfida era creare una storia che, pur svolgendosi in tempo reale, nella sua durata (119 minuti) avesse un inizio, uno svolgimento e una fine senza mai spostare l’attenzione dai protagonisti e senza mettere troppo alla prova la sospensione dell’incredulità del pubblico. Punto di forza del film è proprio l’impatto visivo dove effetti spettacolari ben si accordano con una ricostruzione realistica del dramma vissuto dai soldati.

La Storia, per buona pace dei professori, è solo lo sfondo che serve a lasciare campo libero alle emozioni e soprattutto ai traumi di chi esegue fino alla morte gli ordini dei superiori ma che mai dimentica la sua condizione di essere umano trascinato nella follia del conflitto bellico. L’istinto a uccidersi l’un l’altro in nome di interessi dissimulati da ideali patriottici (li perseguono veramente pochi individui che si contano sulle falangi di una mano) è forse una caratteristica genetica di noi esseri ‘civili’ che mai potrà essere estirpata dalla nostra mente. Ma almeno il ricordo attraverso i libri, e soprattutto grazie alla memoria di chi ancora può testimoniare le tragedie del passato, siano sempre di monito a ridurre l’ignoranza in incremento. Come non mai oggi bisogna scegliere la vita da preservare per i nostri simili e per il pianeta se davvero vogliamo essere civili non solo a parole. La dedica prima dei titoli di coda dopo il finale è un doveroso omaggio a chi ha dato la vita per salvarne altre.

IMPRESSIONANTE.

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.